Divisioni nel Campo Largo sul Supporto all’Ucraina e il Riarmo Europeo
Il fattore Ucraina si conferma centrale nel dibattito politico italiano, con posizioni divergenti tra le forze politiche riguardo all’indulgenza verso Putin da parte dell’ex generale Vannacci e le differenti opinioni all’interno del Campo largo. La frattura si manifesta a livello locale tra il Pd e il M5s, enfatizzata dall’incapacità delle forze progressiste e di Bruxelles di proporre un’alternativa di pace rispetto al sostegno alla guerra in corso tra Russia e Ucraina, una questione che interessa profondamente anche il popolo ucraino, riporta Attuale.
Conte ha recentemente “alzato il tiro” nel contesto della lotta per la premiership, un gesto che ha suscitato malumori all’interno del Nazareno, come evidenziato da Beppe Provenzano, responsabile esteri del partito. I leader del M5s sottolineano la necessità di una coesione europea riguardo alla crisi ucraina, criticando la mancanza di coordinamento all’interno delle iniziative comuni, come quella recentemente svoltasi a Napoli. Tuttavia, l’agenda pentastellata si sovrappone a quella delle forze sovraniste, generando ulteriori tensioni.
La seconda iniziativa unitaria prevista a Padova è stata annullata ufficialmente a causa della concomitanza con il voto sugli emendamenti alla riforma elettorale, ma si riconosce che i rapporti tra le formazioni politiche si sono affievoliti dopo l’apparente eccesso di entusiasmo per la recente foto di gruppo. Inoltre, le recenti dichiarazioni di Stefano Patuanelli, capogruppo al Senato, che sostiene la necessità di un’iniziativa di pace, gettano ulteriore confusione su un tema delicato, suggerendo che una cessione di territorio da parte di Kiev potrebbe essere necessaria.
Il gruppo pentastellato in commissione esteri e difesa ha sollevato preoccupazioni riguardo alla mancanza di un vero impegno per la pace, affermando che l’élite riarmista europea non desidera una soluzione pacifica, in quanto verrebbe meno la percezione della minaccia russa. Conte ha indicato un attacco del “partito del riarmo” contro il suo movimento, accusando le forze progressiste di non mettere in discussione la posizione di Fratelli d’Italia. La questione è ulteriormente complicata per il Pd, che deve affrontare le incertezze legate alla strategia europea.
Paolo Gentiloni, ex premier e possibile candidato dem al Quirinale, ha criticato l’idea di richiamare la diplomazia europea senza un adeguato supporto militare. Ha evidenziato una crescente convergenza trasversale in Italia contro gli aiuti militari all’Ucraina, discussione che ha trovato espressione nel recente voto europeo riguardo all’adesione all’Ue e all’uso del fondo Safe per la difesa comune. Gentiloni ha messo in guardia contro la “presunta demonizzazione di Putin”, segnalando la necessità di una riflessione approfondita sulla posizione dell’Italia nella crisi ucraina e sulla risposta europea.