Cessate il fuoco: le quattro regioni contese e le difficoltà nei negoziati per Kiev

21.10.2025 23:45
Cessate il fuoco: le quattro regioni contese e le difficoltà nei negoziati per Kiev

Il summit Trump-Putin in Ungheria salta: la guerra in Ucraina continua senza un accordo

Il summit previsto tra Donald Trump e Vladimir Putin a Budapest non si svolgerà e al momento non ci sono prospettive per un vero negoziato che possa mettere fine alla guerra in Ucraina, riporta Attuale.

Secondo fonti interne, durante una conversazione telefonica lo scorso 16 ottobre, Putin avrebbe ribadito le sue condizioni inaccettabili per l’Ucraina. Attualmente, l’esercito russo controlla l’88% del Donbass, compresi i distretti di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson. Mosca richiede che l’Ucraina ceda l’intera regione del Donbass, il che equivarrebbe a rinunciare al 12% del territorio ucraino rimasto libero, con un picco del 22% nella provincia di Donetsk. Questa richiesta è vista come un violento attacco ai principi di sovranità da parte di Kiev.

Qual è la posizione degli Stati Uniti?

Trump e i suoi consiglieri hanno constatato che Putin non ha mutato la sua posizione da quando si sono incontrati ad Alaska il 15 agosto scorso. Washington ha ritenuto che un ulteriore contatto tra Trump e Putin non produrrebbe risultati significativi.

Quali proposte sono sul tavolo?

Attualmente, Zelensky, Trump e i leader europei sembrano convergere su una formula denominata «soluzione coreana», in cui il conflitto dovrebbe arrestarsi lungo l’attuale linea del fronte nel Donbass. I russi mantenerebbero il controllo delle aree occupate, senza che Kiev o le capitali europee riconoscano ufficialmente queste zone come nuove e legittime terre russe. Ciò non porterebbe a un vero trattato di pace, ma a una tregua illimitata.

Garanzie richieste da Zelensky

Zelensky ha abbandonato la richiesta di un ingresso veloce della Ucraina nella NATO, visioni che Trump ha prontamente scartato. Altre proposte rimangono in discussione, come quella della premier Giorgia Meloni, che suggerisce di estendere all’Ucraina le garanzie di cui gode l’articolo 5 del Trattato NATO. In caso di un ulteriore attacco russo, tutti i partner dovrebbero soccorrere l’Ucraina. Tuttavia, Putin ha esplicitamente rifiutato qualsiasi schema che evocasse i principi fondamentali della NATO, rendendo anche questa opzione impraticabile.

Qual è l’alternativa al negoziato?

La continuazione della guerra sembra l’unica alternativa. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha respinto l’idea di un cessate il fuoco, sia esso temporaneo. Il conflitto prosegue, con l’intensificazione negli ultimi giorni dei bombardamenti russi su città e infrastrutture ucraine. Si ritiene comunemente che Putin stia cercando di ottenere il massimo terreno possibile, spingendo verso la conquista del Donbass. Tuttavia, le avanzate dell’esercito russo sono state limitate e, al momento, il raggiungimento degli obiettivi indicati dal Cremlino appare sempre più lontano.

Come si stanno muovendo i paesi europei?

Francia, Regno Unito, Germania, Polonia, Italia, Norvegia e Finlandia stanno cercando di rilanciare l’iniziativa europea per continuare a supportare l’Ucraina con forniture di armi, in risposta al vuoto lasciato dagli Stati Uniti. Trump ha annunciato che trasferirà armi, inclusi missili e droni, ai partner NATO, che a loro volta dovrebbero assistere l’Ucraina. Tuttavia, questo meccanismo sembra procedere lentamente rispetto alle urgenti necessità di Kiev.

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