L’ANCI mira a introdurre la valutazione di impatto generazionale in cento città italiane, con Parma come pioniera in questa iniziativa. L’obiettivo è quello di valutare l’efficacia delle politiche locali nei confronti dei giovani, un aspetto che sta raccogliendo l’attenzione di vari comuni, da Milano a Potenza, come riporta Attuale.
L’esperienza apripista di Parma
Il progetto non si limita a contare quante politiche siano state realizzate per i giovani, ma si concentra su quanto queste tengano veramente in considerazione le loro esigenze. «Questo tipo di “bollinatura” – spiega il sindaco di Parma, Michele Guerra – consente di capire se si sta perseguendo l’obiettivo di una società più attenta ai giovani e alla loro piena inclusione, oppure se è necessario lavorare con maggiore efficacia». La mancanza di una “ricetta” unica implica che ogni comune adotterà approcci differenti per diventare “a prova di giovani”. «Se dovessi dare un consiglio ai miei colleghi sindaci – continua Guerra – lo strutturerei su due aspetti: da un lato, rafforzare il rapporto con i giovani dando loro spazi di responsabilità, dall’altro, investire nella formazione comunale, sia per la politica che per i tecnici. La valutazione di impatto generazionale richiede competenze, e per noi questa formazione si è rivelata molto utile». Per Parma, lo youth test è stato un elemento chiave per la candidatura a diventare “capitale europea dei giovani”, un ruolo che assumerà nel 2027.
I test nelle altre città
A Firenze, la sindaca Sara Funaro ha dichiarato che intende considerare l’introduzione dello youth test, mentre a Latina, la sindaca Matilde Celentano ha già avviato la sperimentazione, affermando: «Abbiamo scelto di investire in una pianificazione attenta che unisca sostenibilità finanziaria, inclusione sociale e opportunità di crescita, ponendo al centro il futuro della città e delle nuove generazioni». Ad Ancona, l’assessore alle Politiche giovanili, Marco Battino, ha comunicato, durante la XV Assemblea annuale di Anci Giovani, che «l’amministrazione ha deciso di adottare strumenti innovativi come la valutazione di impatto generazionale, coinvolgendo attivamente i giovani e il mondo del volontariato per intercettare bisogni reali». Anche a Piacenza la valutazione di impatto generazionale è stata integrata nel Piano integrato di attività e organizzazione comunale per migliorare le decisioni pubbliche. «Integrarla nella programmazione – ha spiegato a gennaio l’assessore alle Politiche giovanili Francesco Brianzi – significa interrogarsi sistematicamente sugli effetti delle politiche comunali sulle nuove generazioni e costruire scelte più eque e consapevoli».
Il test nella città più vecchia d’Italia
Infine, Genova, recentemente palcoscenico di un dj set di Charlotte de Witte, ha attratto oltre 8.000 persone. La sindaca Silvia Salis ha dichiarato: «Genova città più vecchia d’Europa? Bisogna farla vivere». La consigliera delegata alle Politiche giovanili di Genova, Francesca Ghio, ha aggiunto durante un seminario organizzato da ANCI che «la valutazione di impatto generazionale è sì uno strumento di analisi, ma è soprattutto un cambio di paradigma che consente di vedere le politiche delle pubbliche amministrazioni attraverso gli occhi delle generazioni più giovani, coinvolgendole da un punto di vista proattivo nella progettazione delle strategie di sviluppo».