Cessate il fuoco tra Rusia e Ucraina: speranze deludenti e ripresa dei combattimenti

16.05.2026 12:15
Cessate il fuoco tra Rusia e Ucraina: speranze deludenti e ripresa dei combattimenti

Il cessate il fuoco tra Russia e Ucraina si rivela fallimentare

Lo scorso fine settimana, Russia e Ucraina hanno concordato un cessate il fuoco di tre giorni, dal 9 all’11 maggio, per consentire al regime russo di tenere la sua annuale parata per celebrare la vittoria dell’Unione Sovietica nella Seconda guerra mondiale, riporta Attuale.

Questo cessate il fuoco si è subito dimostrato inusuale, privo di negoziati preliminari tra le due parti. Annunciato sui social media dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il cessate il fuoco è stato rispettato solo durante la parata militare; subito dopo, entrambi i lati hanno ripreso le ostilità, lanciando droni e missili e accusandosi reciprocamente di violare gli accordi.

Nonostante le speranze espresse da Trump, che ha dichiarato: “Speriamo che sia l’inizio della fine di questa guerra lunga, letale e combattuta strenuamente”, la fine dei tre giorni ha visto un’intensificazione dei combattimenti. Negli ultimi giorni, la Russia ha bombardato con eccezionale intensità le città ucraine.

Questo cessate il fuoco è solo l’ultimo di una serie di accordi, mediati o proclamati da Trump, che si sono rivelati inefficaci, con conseguenze disastrose per la pace. Normalmente, i cessate il fuoco avrebbero dovuto essere una fase intermedia in un lungo processo di negoziato, consentendo ulteriori discussioni per giungere a una pace duratura attraverso un accordo formale.

In diplomazia, il cessate il fuoco è vista come una fase preliminare per fermare i combattimenti, seguita da trattative per un accordo di pace. Tuttavia, nell’era di Donald Trump, i cessate il fuoco hanno cambiato natura, diventando obiettivi in sé piuttosto che mezzi per una risoluzione.

Un caso emblematico è quello della guerra nella Striscia di Gaza, dove gli Stati Uniti hanno mediato un cessate il fuoco lo scorso ottobre. Secondo i piani, questo avrebbe dovuto essere il primo passo verso una risoluzione complessiva del conflitto. Tuttavia, i colloqui non sono mai avanzati oltre il primo stadio, portando a una stagnazione nella situazione.

La situazione in Gaza resta in stallo. Sebbene i combattimenti più violenti si siano fermati, Israele continua a mantenere l’occupazione nella Striscia e ha ucciso centinaia di palestinesi in questi mesi. Sebbene ci sia stato un leggero miglioramento nell’assistenza umanitaria, la situazione rimane critica, e il flusso di aiuti non è sufficiente per garantire il sostenimento della popolazione civile.

Israele è interessato a mantenere questa situazione stagnante, poiché consente di giustificare l’occupazione della Striscia, mentre Hamas teme che eventuali progressi nelle negoziazioni possano comportare il suo disarmo. La pressione per proseguire i negoziati dovrebbe provenire dagli Stati Uniti, ma Trump, dopo aver celebrato il cessate il fuoco come un successo, si è disinteressato progressivamente dell’intera questione.

Un altro esempio di tale atteggiamento emerge dalla guerra in Repubblica Democratica del Congo, dove Trump ha spinto per un accordo di pace tra i governi congolese e ruandese nel giugno dell’anno scorso. Tuttavia, l’accordo è fallito quasi immediatamente a causa di misure errate e della mancanza di un processo di riconciliazione efficace.

Le dinamiche sono simili a quanto sta accadendo con l’Iran, dove un cessate il fuoco all’inizio di aprile avrebbe dovuto essere un passo verso negoziati di pace più ampi, ma la situazione si è bloccata. Gli Stati Uniti sono ora coinvolti direttamente nel conflitto e la loro incapacità di risolvere la questione complica ulteriormente la situazione.

Questi esempi evidenziano la strategia di Trump nella diplomazia internazionale. Il suo interesse si concentra su risultati rapidi e di forte impatto mediatico, mentre il lavoro difficile che accompagna le trattative successive a un cessate il fuoco rimane trascurato. Questo approccio pone problemi significativi ai processi di pace e alla stabilità globale.

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