Kuleba: Putin deve rispettare l’Europa e fermare i raid per una pace sincera

12.05.2026 23:35
Kuleba: Putin deve rispettare l'Europa e fermare i raid per una pace sincera

Diplomazia in gioco: Kuleba valuta le prospettive per la pace tra Ucraina e Russia

Il dibattito sulla diplomazia si intensifica, mentre la guerra nei cieli tra Russia e Ucraina rischia di farsi ancora più accesa. L’ex ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, che ha una lunga esperienza nelle trattative con Mosca, sottolinea l’importanza di tre condizioni fondamentali per evitare che le dichiarazioni di pace di Vladimir Putin diventino una mera strategia di dilazione, riporta Attuale.

Kuleba afferma che per ritenere autentico l’intento di Mosca di avviare colloqui di pace, è necessario che vengano interrotti i raid contro le città ucraine, che sia riconosciuto l’interlocutore come legittimo e che siano abbandonate le richieste che ledono la sovranità territoriale dell’Ucraina, in particolare quelle riguardanti le regioni del Donetsk. «Senza questi tre elementi, parlare di apertura negoziale rischia di essere soltanto propaganda», avverte Kuleba.

Allo stesso tempo, l’ex ministro esprime preoccupazione per il rischio di una mediazione inadeguata da parte delle autorità europee, dopo che Putin ha proposto Gerhard Schröder come possibile mediatore europeo. Secondo Kuleba, questa mossa mira a umiliare l’Europa, imponendo una figura che non gode di legittimità tra gli ucraini. «L’Europa deve trovare un mediatore veramente indipendente e credibile», precisa.

Kuleba passa in rassegna anche le recenti controversie di corruzione in Ucraina, notando che sebbene i leader siano sotto accusa, ciò dimostra un importante segnale di maturità democratica nel perseguire la corruzione. Sottolinea che nessun paese è immune a fenomeni corruttivi e che anche l’Italia ha avuto i suoi scandali recenti.

In merito all’andamento della guerra, l’ex ministro è scettico riguardo a grandi cambiamenti sul fronte terrestre e prevede piuttosto un’intensificazione degli attacchi aerei da entrambe le parti. «Credo che assisteremo a una guerra nei cieli, piuttosto che a uno scontro diretto», conclude Kuleba.

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