Cina, nuove restrizioni sugli espatri: manager e funzionari devono restituire il passaporto

15.09.2026 11:35
Cina, nuove restrizioni sugli espatri: manager e funzionari devono restituire il passaporto

Cina ripristina restrizioni sulle partenze: il ritorno del maoismo

Le nuove norme, entrate in vigore oggi, limitano fortemente gli espatrio «facili» per i cinesi che occupano posizioni strategiche, tra cui membri del Partito Comunista, dipendenti statali e dirigenti di aziende considerate cruciali. Questo divieto è stato introdotto dal Consiglio di Stato, guidato da Li Qiang, e fa parte di una più ampia strategia per controllare i cittadini che potrebbero portare all’estero informazioni sensibili, riporta Attuale.

Questa nuova politica segna la fine di un periodo che risale agli anni Novanta, durante il quale i cittadini cinesi hanno potuto viaggiare all’estero con relativa facilità, grazie alla rapida crescita economica e alla nascita di una nuova classe media interessata al turismo internazionale. Oggi, tuttavia, ai membri del Partito Comunista e ad altre figure chiave è già stato richiesto di consegnare i propri passaporti.

Il divieto ha avuto un impatto immediato, costringendo molte agenzie di viaggi a monitorare le richieste di assistenza da parte di individui classificati come “a rischio”. Con il boom dei viaggi oltreconfine, decine di milioni di cinesi hanno esplorato il mondo; adesso, ogni domanda di aiuto da parte di queste classi “sensibili” deve essere segnalata alle autorità.

Il presidente Xi Jinping ha quindi riattivato pratiche che ricordano i tempi maoisti, quando l’uscita dalla Cina era considerata un tradimento. Le delegazioni autorizzate a partire, come atleti e leader aziendali, erano costrette a raggruppare i passaporti sotto la sorveglianza di un funzionario del partito.

Il mancato rispetto delle nuove direttive comporta sanzioni severe, tra cui la possibilità di un divieto di espatrio che può durare da tre mesi fino a tempo indeterminato. Un recente caso emblematico riguarda Xiao Hong, direttore esecutivo di Manus, che ha ricevuto un divieto di espatrio permanente dopo aver venduto la sua start-up a Meta. Anche i suoi collaboratori più stretti hanno subito la stessa sorte, evidenziando una tendenza verso il controllo ideologico dei movimenti all’estero.

In Cina, la legislazione è un riflesso della politica nazionale, dove le norme non scritte possono avere un peso maggiore di quelle ufficiali. L’idea che lasciare la Repubblica Popolare possa compromettere la reputazione personale e professionale è diventata una realtà condivisa, segnalando un ritorno a un clima di controllo del passato.

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