Tempio Pausania, 22 settembre 2025 – Si attende oggi la sentenza per Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe, e per Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, accusati di stupro di gruppo per i fatti avvenuti la notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 nella villa della famiglia Grillo a Porto Cervo, Sardegna. Il tribunale di Tempio Pausania emetterà oggi la sentenza del processo di primo grado. La procura ha chiesto 9 anni di carcere per tutti e quattro gli imputati, riporta Attuale.
Dalla denuncia di una ragazza italo-norvegese, maggiorenne all’epoca, presentata a Milano otto giorni dopo i fatti, sono partite le indagini che hanno portato all’attuale procedimento. La sentenza, inizialmente prevista per il 3 settembre, era stata posticipata a causa della morte del figlio del presidente del collegio giudicante, Marco Contu. Oggi l’udienza è iniziata con le ultime repliche dei tre legali delle difese, prima che i giudici si riunissero in camera di consiglio.
I quattro imputati sono assenti così come è assente la ragazza. “L’ho vivamente sconsigliata – ha dichiarato stamani l’avvocata di parte civile Giulia Bongiorno, senatrice della Lega, al suo ingresso in tribunale –. Punto primo perché sapevo che l’udienza sarebbe andata avanti per le lunghe e soprattutto perché c’era il rischio che qualcuno potesse scattarle delle foto. Ma è come se fosse qui. Cosa mi aspetto dalla sentenza? Voglio credere nella giustizia, voglio credere che quanto detto dalla mia assistita trovi riscontro nella sentenza”.
Le difese: “La ragazza era consenziente”
“Abbiamo portato all’attenzione del collegio tantissimi elementi per dimostrare l’innocenza del nostro assistito – ha commentato Gennaro Velle, avvocato di Francesco Corsiglia – e ovviamente soccorre il ragionevole dubbio laddove non ci sia la certezza dell’innocenza. La nostra richiesta è quella di assoluzione piena perché il fatto non sussiste, il rapporto che c’è stato era consenziente.”
A ribadire l’innocenza degli imputati e del suo assistito, Edoardo Capitta, anche l’avvocato Mariano Mameli. “Il racconto della ragazza e persona offesa non sta in piedi da solo. Il mio assistito sta male, come chiunque in questi casi e come la ragazza. Di fronte a una vicenda come questa, nella quale la misura della sua gravità è data dalla richiesta di pena di nove anni per ragazzi di circa 20 anni, come potrebbe stare il mio assistito?”.