Controversia a Reggio Emilia per la visita di insegnanti ebraici
L’impasse è servita: nella città in cui deflagrò il caso di Francesca Albanese col sindaco Massari, ora i riflettori si spostano sugli asili più belli del mondo, freschi dell’imprimatur della principessa Kate Middleton. Al centro della bufera l’imminente visita programmata al centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia di un centinaio di insegnanti di scuole ebraiche (75 dagli Stati Uniti, gli altri da Israele), riporta Attuale.
A puntare il dito per primo, nelle scorse ore, uno storico attivista reggiano per la Palestina, Cosimo Pederzoli, che indagando sull’iniziativa ha denunciato come tra i partecipanti compaiano “direttrici di scuole ebraiche americane che, negli ultimi anni, si sono adoperate in iniziative a supporto delle unità militari dell’Idf, promuovendo anche incontri tra bambini e soldati israeliani”. Ne è seguita una levata di scudi capeggiata dalla Cgil reggiana, appoggiata a stretto giro da M5s e Comunisti Italiani: chiedono a gran voce a Reggio Children e al sindaco di annullare l’evento per ragioni “etiche”.
Dall’altra parte FdI, Psi, Italia Viva e la destra locale, che stigmatizzano l’indignazione rimarcando che: “Il Reggio Emilia Approach è credibile nel mondo perché non seleziona gli educatori in base al passaporto o al conflitto del momento. Se diventa la succursale pedagogica di una campagna politica smette di essere un metodo e diventa un lasciapassare”.
Il network pedagogico reggiano prende tempo, rilanciando la decisione agli stessi docenti: “Il gruppo di studio di insegnanti, educatrici e educatori di scuole ebraiche attesi dall’11 al 16 ottobre a Reggio Emilia, ha chiesto ancora qualche giorno per valutare le condizioni in cui la visita si svolgerebbe. Si tratta di circa cento insegnanti. Non sono dirigenti né rappresentanti di istituzioni e di scuole, partecipano alla formazione a titolo personale”. E anche l’amministrazione, tramite l’assessora comunale alla scuola Marwa Mahmoud – membro della segreteria nazionale dem e fedelissima di Elly Schlein – ribadisce la fiducia in Reggio Children, sottolineando però che chi “è accolto in città per conoscere il nostro approccio educativo aderisce a un impegno: ripudiare la guerra e tenere le scuole fuori da ogni militarizzazione”. Ma non basta. Per oggi, al grido di “fuori il sionismo dalle scuole”, è stata indetta una manifestazione di protesta da parte della Global Sumud Flotilla Italia, proprio davanti al quartier generale intitolato a Loris Malaguzzi.
E la partita è ancora aperta.
Benedetta Salsi