Cresce la preoccupazione in Belgio per i droni sconosciuti sopra gli impianti militari

09.10.2025 15:15
Cresce la preoccupazione in Belgio per i droni sconosciuti sopra gli impianti militari
Cresce la preoccupazione in Belgio per i droni sconosciuti sopra gli impianti militari

La società belga Thales Belgium, uno dei principali produttori europei di sistemi di difesa aerea, ha segnalato un aumento significativo del numero di droni non identificati che sorvolano le sue strutture sensibili. L’azienda ha chiesto al governo di Bruxelles di introdurre con urgenza regole chiare per l’intercettazione o l’abbattimento dei velivoli sospetti. Secondo il direttore generale Alain Quevrin, la frequenza di tali episodi è cresciuta “in progressione aritmetica” negli ultimi sei mesi, in particolare sopra l’impianto di Fort d’Evegnée, nella regione di Liegi, dove vengono immagazzinati esplosivi per razzi da 70 millimetri.

Thales chiede regole per la difesa contro i droni

Quevrin ha sottolineato che, sebbene la società abbia installato sistemi di rilevamento dei droni in tutti i suoi siti, la legislazione belga non consente ancora di bloccarli o abbatterli. L’azienda può tecnicamente utilizzare jammer per interrompere i segnali di controllo o neutralizzare i droni, ma tali azioni restano vietate per ragioni di sicurezza pubblica. “È tempo che il governo stabilisca un processo chiaro – ha dichiarato Quevrin – che definisca dove terminano le responsabilità della polizia e dove iniziano quelle delle imprese private”.

Aumento delle incursioni di droni in Europa

L’allarme di Thales arriva mentre diversi Paesi europei segnalano un aumento delle attività di droni sconosciuti nei propri cieli. Negli ultimi mesi, episodi analoghi sono stati registrati nei Paesi baltici, in Polonia, Romania, Germania, Norvegia, Danimarca e Svezia. In Polonia, solo a settembre 2025, almeno 19 droni hanno violato lo spazio aereo nazionale; tre di essi sono stati abbattuti con missili aria-aria lanciati da caccia F-35, operazioni estremamente costose.

Secondo gli analisti, la Russia avrebbe intensificato l’uso di droni non solo contro l’Ucraina, ma anche verso i Paesi dell’Unione Europea, con l’obiettivo di esercitare pressione psicologica sulle popolazioni e minare la coesione politica all’interno dell’UE.

Reazioni e contromisure in Europa

L’8 ottobre 2025 il governo tedesco ha approvato un emendamento alla legge sulla polizia federale, consentendo agli agenti di contrastare direttamente le minacce provenienti dai droni, anche negli aeroporti e nelle infrastrutture ferroviarie. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha annunciato la creazione di un’unità speciale per la lotta ai droni e l’autorizzazione all’uso di velivoli propri per missioni di sorveglianza durante manifestazioni o eventi di massa.

Parallelamente, la NATO ha intensificato il pattugliamento aereo lungo il confine orientale dell’Alleanza, mentre gli Stati europei discutono nuove strategie per rafforzare la difesa aerea. Tuttavia, l’esperienza della guerra russa in Ucraina dimostra che i sistemi come il Patriot non sono sempre efficaci contro attacchi massicci di droni; servono invece unità mobili e competenze specializzate.

Il ruolo di Thales Belgium nella sicurezza europea

Nel contesto di questa crescente tensione, Thales Belgium sta lavorando per raddoppiare la produzione di razzi, comprese versioni laser-guidate, fino a 70.000 unità nei prossimi anni. L’azienda registra una forte domanda da parte della NATO, in particolare da Germania, Italia, Spagna e Polonia. Una parte consistente della produzione è attualmente destinata all’Ucraina, che continua a resistere all’aggressione russa.

Quevrin ha definito la situazione “una sfida strategica per la sicurezza europea”, sottolineando che la protezione dello spazio aereo è ormai una priorità comune per tutta l’Alleanza.

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