Napoli, 18 febbraio 2026 – È arrivato. Nella notte, è giunta la tanto attesa notizia di un cuoricino per Tommaso. Una chiamata, un’immediata corsa e una firma. La madre Patrizia Mercolino è volata al Monaldi di Napoli per dare l’assenso a un’eventuale nuova operazione, riporta Attuale.
Suo figlio di due anni, precedentemente trapiantato con un cuore compromesso, versa ora in condizioni gravi, attaccato a una macchina per la circolazione extracorporea. La compatibilità del nuovo organo sembrava essere confermata ieri sera, ma la situazione è rapidamente cambiata dopo mezzanotte.
La compatibilità
L’assegnazione dell’organo a Tommaso, primo in lista per i trapianti, non può essere confermata immediatamente, a causa delle sue condizioni delicate. Il legale della famiglia sottolinea l’importanza di verificare la compatibilità, incluso il gruppo sanguigno. In diretta dalla trasmissione condotta da Bianca Berlinguer, spiega che i chirurghi decideranno stamattina se il trapianto sarà possibile.
Si ricorda che il 23 dicembre, mentre molti festeggiavano le festività, Tommaso, di due anni e 4 mesi, si trovava già sul tavolo operatorio al Monaldi, con un cuore che non era riuscito a mantenere la promessa di dargli una nuova vita, a causa della cardiomiopatia dilatativa.
Tommaso tenuto in vita dall’ECMO
Il cuore ‘bruciato’ dal ghiaccio secco durante il trasporto ha avviato un percorso tragico per il bambino, che doveva salvarlo ma ha causato soltanto sofferenza. Da allora, Tommaso è tenuto in vita dall’ECMO, un apparato che lo supporta da ormai cinquantotto giorni. Ogni mattina rappresenta una vittoria sulla morte, mentre ogni sera è accompagnata da nuove preghiere.
La madre ha ricevuto ieri mattina telefonate di sostegno dal governatore della Campania, Raffaele Fico, e dalla premier Giorgia Meloni, che hanno promesso giustizia riguardo quanto accaduto.
Le indagini
Le indagini si stanno concentrando sul box utilizzato per il trasporto del primo cuore, quello ‘bruciato’ durante il tragitto da Bolzano a Napoli. L’ospedale Monaldi dispone di attrezzature di ultima generazione, ma nel caso del 23 dicembre il team ha utilizzato un contenitore isotermico tradizionale in plastica, privo di sonde e display per il controllo della temperatura, contrariamente alle linee guida. Si ipotizza che il personale non fosse adeguatamente formato per utilizzare le attrezzature moderne. Currently, ci sono sei indagati, ma il numero potrebbe aumentare.
Oggi a Napoli era previsto un maxi consulto con specialisti di rilevanza nazionale per valutare le condizioni del bambino.