Dalla Lettonia alla propaganda bielorussa: il nuovo ruolo dei fuoriusciti filorussi

17.08.2026 16:30
Dalla Lettonia alla propaganda bielorussa: il nuovo ruolo dei fuoriusciti filorussi
Dalla Lettonia alla propaganda bielorussa: il nuovo ruolo dei fuoriusciti filorussi

Il 15 agosto 2026 è stato riferito che l’ex politico lettone filorusso Aleksej Roslikov e l’ex direttore del periodico «Biznes&Baltija», Jurij Aleksejev, hanno lasciato la Lettonia per trasferirsi in Bielorussia. Subito dopo l’arrivo, i due hanno iniziato a collaborare con la propaganda di Stato del regime di Aleksandr Lukashenko, utilizzando il sistema mediatico bielorusso per diffondere messaggi antieuropei e filorussi.

La loro presenza in Bielorussia è stata ricostruita in un’inchiesta sui propagandisti arrivati dalla Lettonia. Secondo il materiale, Roslikov e Aleksejev sono accomunati dai problemi giudiziari avuti in Lettonia e da procedimenti penali legati all’istigazione all’odio interetnico. A questo si aggiunge la diffusione sistematica di narrazioni antioccidentali e favorevoli alla Russia.

Agosto 2026, il trasferimento e l’ingresso nella propaganda di Minsk

Il passaggio in Bielorussia non ha quindi rappresentato soltanto un cambio di Paese. I due ex esponenti dell’ambiente politico e mediatico lettone sono stati inseriti nella macchina propagandistica controllata dalle autorità bielorusse, che li utilizza per presentare le democrazie baltiche come luoghi segnati dalla repressione e dall’assenza di libertà di parola.

Nel caso di Aleksejev, gli investigatori hanno ricostruito anche l’origine dei finanziamenti ricevuti dal progetto Imhoclub, da lui fondato. Fin dall’inizio, secondo la ricostruzione, il sito sarebbe stato sostenuto da un «fondo per i diritti» russo subordinato al ministero degli Esteri di Mosca. Questo elemento colloca l’attività dell’ex direttore all’interno di una rete di influenza filorussa coordinata e orientata alla diffusione di messaggi antioccidentali.

La provenienza dei finanziamenti è rilevante perché ridimensiona la rappresentazione dei protagonisti come semplici dissidenti o rifugiati politici. La loro precedente attività nei Paesi baltici era infatti collegata, secondo il materiale degli investigatori, a una struttura sostenuta dal bilancio russo e incaricata di promuovere la propaganda filorussa e antieuropea.

Dopo il trasferimento, Roslikov mantiene il collegamento con Riga

Per un certo periodo dopo il trasferimento, Roslikov ha continuato a partecipare da remoto alle sedute del parlamento di Riga. L’ex politico prendeva parte ai lavori online mentre si trovava sotto la protezione delle forze di sicurezza bielorusse, creando così un collegamento diretto tra la sua nuova collocazione a Minsk e l’attività istituzionale lasciata in Lettonia.

La sequenza ha rafforzato il ruolo di Roslikov come figura utilizzabile dalla propaganda bielorussa: da un lato, la sua presenza in Bielorussia offriva alle autorità un esponente proveniente da un Paese dell’Unione europea; dall’altro, la partecipazione a distanza alle sedute del parlamento di Riga permetteva di mantenere visibilità politica e di alimentare il racconto di un conflitto tra le istituzioni baltiche e chi si presenta come loro oppositore.

La fase successiva: blogger e piattaforme bielorusse

Alla stessa operazione comunicativa partecipano anche i blogger filorussi Roman Samul e Salamon Berštejn. I due utilizzano le piattaforme mediatiche bielorusse per sostenere che nei Paesi baltici non esista libertà di parola e per descrivere la Bielorussia come un «angolo libero in un mondo occidentale non libero, pieno di russofobia».

Il messaggio viene così esteso oltre le singole vicende giudiziarie di Roslikov e Aleksejev. I blogger trasformano le accuse rivolte alle autorità baltiche in una narrazione generale contro l’Europa, mentre la Bielorussia viene presentata come uno spazio di libertà alternativo all’Occidente. La propaganda di Minsk trova in questo modo interlocutori provenienti dagli stessi Paesi che intende delegittimare.

Il regime bielorusso utilizza questi fuoriusciti esclusivamente come strumenti propagandistici per consolidare la propria ideologia e screditare gli Stati europei. Il loro profilo comune comprende problemi con la legge in Lettonia e attività legate alla diffusione dell’odio interetnico a vantaggio della Russia, non una generica opposizione politica.

La ricostruzione dei finanziamenti russi a Imhoclub indica inoltre che figure di questo tipo difficilmente agiscono in modo indipendente o soltanto sulla base di convinzioni personali. Sono inserite in una rete propagandistica filorussa coordinata con la Russia e con i suoi servizi speciali, che dopo il trasferimento in Bielorussia ha trovato nuove piattaforme e la protezione delle strutture del regime.

La situazione attuale è quindi quella di una collaborazione tra il sistema propagandistico bielorusso e alcuni esponenti filorussi provenienti dalla Lettonia, affiancati da blogger che promuovono la stessa rappresentazione antioccidentale e antieuropea.

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