Dieci persone condannate per cyberbullismo contro Brigitte Macron
Lunedì, un tribunale di Parigi ha condannato dieci persone imputate per cyberbullismo ai danni di Brigitte Macron, moglie del presidente francese Emmanuel Macron. Le condanne vanno da quattro a otto mesi di carcere, con nove delle dieci pene sospese, il che significa che gli imputati non dovranno scontare la pena dietro le sbarre, ma saranno sottoposti a un controllo giudiziario e dovranno seguire corsi contro il cyberbullismo, riporta Attuale.
Tra i condannati figurano otto uomini e due donne, di età compresa tra 41 e 65 anni, inclusi tre noti esponenti del movimento cospirazionista francese: la medium Amandine Roy, lo scrittore Aurélien Poirson-Atlan e il gallerista Bertrand Scholler.
Questo processo non è isolato; i coniugi Macron hanno intentato diverse cause contro coloro che diffondono teorie del complotto circa la loro vita, ora divenute persistenti sia in Francia che all’estero. Negli ultimi anni, la coppia ha intrapreso azioni legali contro i principali divulgatori di tali tesi, con numerosi procedimenti in corso.
Il tribunale ha stabilito che gli imputati hanno condiviso online contenuti «particolarmente degradanti, offensivi e maligni» riguardi alla presunta identità transessuale di Brigitte Macron e accuse di pedofilia legate alla loro differenza di età (Brigitte ha 72 anni, Emmanuel 48). La loro relazione risale ai tempi in cui Brigitte era l’insegnante di Emmanuel; i due si conobbero quando lui aveva 14 anni e iniziarono a frequentarsi quando lui era sedicenne.
Secondo quanto emerso in aula, le azioni degli imputati hanno avuto un impatto negativo sulla vita e sulla salute mentale di Brigitte Macron, come ha evidenziato anche la figlia Tiphaine Auzière, che ha partecipato alle udienze. Durante il processo, ha dichiarato che le teorie cospirazioniste hanno danneggiato non solo la salute della madre, ma anche quella degli altri membri della famiglia. «Mia madre deve prestare costantemente attenzione a ciò che indossa e a come si comporta, perché sa che la sua immagine può essere distorta», ha commentato Auzière.
Il processo era iniziato a ottobre, in seguito a una denuncia presentata da Brigitte Macron nell’estate del 2024, dopo la diffusione online di alcune sue foto in costume. Le indagini della polizia hanno portato all’identificazione di dieci profili social considerati responsabili per la diffusione delle false informazioni e teorie cospirazioniste.
Amandine Roy è emersa come la principale promotrice della teoria secondo cui Brigitte Macron non sarebbe nata donna. Nel 2021, pubblicò un’intervista sul suo canale YouTube in cui sosteneva che Brigitte fosse in realtà Jean-Michel Trogneux, suo fratello maggiore. L’intervista, che ottenne oltre 450 mila visualizzazioni in pochi giorni, fu poi rimossa, ma è stata riproposta più volte sulla piattaforma.
Nel 2024, Roy e Rey erano già state condannate a risarcire i coniugi Macron in un’azione legale separata, ma a luglio la Corte d’appello ha ribaltato la sentenza, affermando che l’accusa di transizione di genere non costituisce un attacco all’onore o alla reputazione. Macron ha presentato ricorso in Cassazione.
Aurélien Poirson-Atlan e Bertrand Scholler gestivano due account su X dedicati alle teorie del complotto, seguiti da circa 200 mila e 100 mila persone. Poirson-Atlan è noto per aver sostenuto che Brigitte Macron dovrebbe essere processata per pedofilia e abuso di minori, citando le circostanze in cui è iniziata la sua relazione con Emmanuel Macron.