Ilaria Salis: «Nessuna relazione stabile con il mio assistente Bonnin» e criticità sull’attenzione mediatica

10.04.2026 08:35
Ilaria Salis: «Nessuna relazione stabile con il mio assistente Bonnin» e criticità sull’attenzione mediatica

L’europarlamentare Ilaria Salis ha dichiarato di essere «esterrefatta» per l’attenzione «morbosa» nei confronti della sua vita privata, denunciando una vera e propria campagna del fronte politico di destra che ha persino portato a spiati negli spazi privati. «In un momento di emergenze globali, con guerre e crisi, si parla di questioni di ben altra rilevanza pubblica. Si è andati oltre», ha affermato in un’intervista a Repubblica, riferendosi al presunto rapporto con il suo assistente parlamentare Ivan Bonnin, una circostanza vietata dalle regole del parlamento europeo, riporta Attuale.

Ilaria Salis e il partner stabile

Nell’intervista, Salis ribadisce la questione del “partner stabile” come stabilito dalla policy di Strasburgo, negando la stabilità della loro relazione: «Bonnin non è il mio partner stabile. Lo conoscevo di vista prima della mia carcerazione in Ungheria, e dopo la liberazione ho pensato che il suo curriculum fosse adatto al ruolo. È diventato un carissimo amico, una persona di fiducia, con cui ho scritto insieme il libro Vipera. E di tutto questo non ho mai fatto mistero». Spiega che Ivan è solo «uno dei miei quattro assistenti, il più stretto, e si appoggia nella mia camera, una prassi comune tra gli europarlamentari. Tendo a viaggiare con persone di cui mi fido, non avendo una scorta, per la mia sicurezza».

La residenza

Riguardo alla residenza a Milano, sostiene: «Dopo il mio ritorno da Budapest ho dovuto ricostruire rapidamente la mia vita. In meno di due anni ho cambiato quattro volte residenza e, dall’inizio del 2025 fino a marzo, l’ho stabilita in un appartamento di proprietà di Bonnin. Questo non implica che abbiamo una relazione stabile o che viviamo insieme: lui è quasi sempre a Bruxelles per lavoro, mentre io mi muovo tra Italia ed Europa. Sono stata coinquilina di altri amici in passato e non sono l’unica parlamentare ad averlo fatto».

Il cambio di residenza il giorno dopo la perquisizione è avvenuto poiché «la destra e i media di quella parte politica avevano iniziato a strumentalizzare la sua presenza in casa mia, e per evitare questa manipolazione ho cambiato indirizzo. C’è anche un problema di sicurezza».

Le minacce

Salis ha denunciato di ricevere minacce quotidiane: «A casa dei miei genitori ci sono state infrazioni; sui social e via mail sono oggetto di insulti e avvertimenti. Un europarlamentare dell’Afd, Alexander Jungbluth, con cui a fine marzo ho condiviso un’auto messa a disposizione dall’Europarlamento, una volta arrivati a casa mi ha detto: ‘Ora sappiamo dove abiti’. Ho segnalato l’episodio alla presidente del Parlamento europeo». Aggiunge: «Per distogliere l’attenzione dai veri problemi del governo Meloni, si cercano finti scoop. Ma nel mio privato faccio ciò che voglio».

La residenza di Bonnin

Salis conclude: «Avere la stessa residenza del mio assistente non significa far parte dello stato di famiglia. Se dovessimo indagare su chi dorme con chi, non so dove finiremmo». Riguardo al regolamento europeo che stabilisce che Bonnin debba avere residenza presso la sede di lavoro, l’assistente osserva: «Ho mantenuto la residenza anagrafica a Milano perché ho un contratto part time, ma sono registrato regolarmente in Belgio. C’è una sorta di status particolare riconosciuto per prassi. Ho presentato il casellario giudiziario al Parlamento Ue, e corrisponde agli standard richiesti».

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