Draghi ai giovani: «Dovete pretendere di più da Italia ed Europa» per un boom economico con l’AI

01.12.2025 14:35
Draghi ai giovani: «Dovete pretendere di più da Italia ed Europa» per un boom economico con l’AI

Draghi avverte sui rischi economici: necessaria una spinta agli investimenti tecnologici

L’ex primo ministro Mario Draghi ha partecipato all’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico di Milano, dove ha lanciato un appello ai giovani europei, sottolineando la necessità di pretendere pari opportunità rispetto ai loro coetanei in altre parti del mondo. Nel suo discorso, Draghi ha esortato a combattere «gli interessi costituiti che si oppongono» al cambiamento, affermando che i successi giovanili «cambieranno la politica più di qualunque discorso o rapporto e costringeranno regole e istituzioni a cambiare». Non è necessario che tutti restino in Italia, ha aggiunto, «poiché la tecnologia è globale e il talento va dove ha le migliori opportunità», ma è fondamentale che siano «invitati a non rinunciare a costruire qui», riporta Attuale.

La tecnologia come unico motore di crescita

Draghi ha ricordato che, per oltre due secoli, il miglioramento del tenore di vita è stato alimentato da progressive ondate di progresso tecnologico. Oggi, le economie avanzate non possono più basarsi solo su lavoro e capitale per prosperare, rendendo le tecnologie «ancora più centrali». Senza innovazione tecnologica, l’Europa rischia di affrontare un futuro di stagnazione, con tutte le sue conseguenze. L’ex presidente della BCE ha messo in guardia dal divario che separa il continente da altre aree del mondo nell’adozione delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale.

L’Europa inceppata nelle normative

Draghi ha criticato la lentezza dell’UE nella regolamentazione, affermando: «L’Europa si è inceppata». Ha spiegato che il problema è la mancanza di adattabilità: «Una politica efficace in condizioni di incertezza richiede di rivedere le ipotesi e adeguare rapidamente le regole man mano che emergono evidenze concrete sui rischi e i benefici». Secondo l’Ansa, «abbiamo trattato valutazioni iniziali e provvisorie come se fossero dottrina consolidata, inserendole in leggi estremamente difficili da modificare». Le nuove tecnologie e l’AI «non salveranno le società da tutti i loro guasti ma possono sicuramente migliorare lo stato di salute», a patto che le scelte politiche siano quelle giuste.

Il boom economico possibile con l’AI

Secondo Draghi, se l’Europa investisse massicciamente nell’intelligenza artificiale, le prospettive potrebbero cambiare radicalmente. L’applicazione di queste tecnologie «potrebbe innalzare in modo significativo la crescita delle economie avanzate»; Draghi ha citato dati che suggeriscono che «se si muovesse sulla stessa linea dello sviluppo del digitale negli Stati Uniti, potrebbe esserci una spinta di poco meno dello 0,8% annuo». In base ai livelli di sviluppo dell’elettrificazione degli anni Venti del secolo scorso, la crescita potrebbe superare l’1% annuo, rappresentando l’«accelerazione più significativa» che l’Europa ha visto da decenni, ha concluso l’ex premier.

L’AI contro le disuguaglianze quotidiane

Draghi ha voluto porre l’accento su come l’intelligenza artificiale possa «aiutare a ridurre alcune delle disuguaglianze che più incidono sulla vita quotidiana delle persone». Ha citato esempi concreti nel settore sanitario, riferendo che nella sanità statunitense, strumenti di triage gestiti dall’AI hanno ridotto i tempi di attesa nei pronto soccorso del 50%. Ciò dimostra che la tecnologia può avere impatti immediati sul benessere dei cittadini, oltre le questioni macroeconomiche.

Crescita necessaria, soprattutto per chi ha debito

Infine, Draghi ha sfatato l’«illusione seducente» che la crescita economica sia meno essenziale una volta raggiunto un alto livello di sviluppo. Ha dichiarato: «Questo non è vero in generale e in particolare per i Paesi con un alto livello di debito». Ha evidenziato che per la sostenibilità del debito «è la dimensione complessiva dell’economia che conta». Se l’economia smette di crescere mentre gli interessi continuano a maturare, «il rapporto tra debito e prodotto aumenterà fino a diventare insostenibile». Ha avvertito che i governi saranno «costretti a scelte dolorose tra le loro ambizioni fondamentali, tra pensioni e difesa, tra preservare il modello sociale e finanziare la transizione verde».

1 Comment

  1. Mah, Draghi ha perfettamente ragione! L’Europa deve dare una svegliata e investire in tecnologia, soprattutto se vogliamo essere competitivi. Altrimenti, finiremo per rimanere indietro rispetto agli Stati Uniti e alla Cina. La burocrazia qui è una palla al piede! E poi, come fanno i giovani a rimanere se non ci sono opportunità?

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