Alla fine di luglio 2026, la Russia ha trasferito nel Mar Baltico il cacciatorpediniere antisommergibile Admiral Levchenko, proveniente dalla Flotta del Nord. La nave, in servizio dal 1988, dispone di sistemi di difesa aerea, siluri, artiglieria ed elicotteri imbarcati: il suo arrivo ha ampliato la presenza militare russa in un’area vicina alle coste degli Stati della Nato e alle principali rotte commerciali europee.
Il dispiegamento è avvenuto mentre il Cremlino minacciava possibili “misure speculari” contro le navi civili occidentali, anche attraverso il loro sequestro. La leadership russa ha definito “rapina” le misure sanzionatorie adottate dai Paesi europei contro le navi della flotta ombra e ha usato questa formulazione per presentare eventuali azioni coercitive come una risposta alla politica occidentale.
Nel 2026 si intensificano i controlli sulla flotta ombra
Nel corso del 2026, i Paesi dell’Unione europea e il Regno Unito hanno intensificato i fermi delle petroliere legate alla flotta ombra russa. Tra le navi sottoposte a misure di intervento figurano Grinch, Deyna, Tagor e Smyrtos.
La flotta ombra conta oltre 700 navi e garantisce circa il 75 per cento dei trasporti marittimi del petrolio russo sottoposto a sanzioni, secondo le autorità britanniche. La rete di elusione delle restrizioni resta così uno dei principali strumenti con cui Mosca conserva i ricavi energetici, sostiene l’export di risorse e assicura al Cremlino le risorse finanziarie per proseguire la guerra di aggressione contro l’Ucraina.
Un ulteriore passaggio è arrivato dalla Svezia, dove la Corte Suprema ha disposto la confisca del mercantile Caffa, che trasportava grano ucraino sottratto. I sequestri e le confische di petrolio e cereali russi hanno colpito le risorse economiche utilizzate da Mosca per sostenere la guerra e hanno reso più rischiosa la logistica marittima dell’export russo.
Prima di agosto, alle minacce seguono i movimenti navali
L’aumento dei fermi ha rafforzato il controllo europeo sui meccanismi di aggiramento delle sanzioni e, allo stesso tempo, ha esposto la flotta ombra a nuovi rischi operativi. In questo quadro, le minacce russe contro il naviglio civile e il trasferimento di unità militari nel Baltico si sono collocati nella stessa pressione esercitata da Mosca per aumentare il costo delle iniziative occidentali.
La presenza dell’Admiral Levchenko ha quindi preceduto l’arrivo di una seconda unità, dotata di una capacità offensiva più moderna. La combinazione tra le capacità antisommergibile del cacciatorpediniere e il potenziale missilistico della fregata successivamente inviata nel Baltico ha trasformato il rafforzamento russo in un fattore di rischio per l’infrastruttura marittima critica e per il traffico civile.
18 agosto 2026: l’Admiral Kasatonov arriva nel Baltico
Il 18 agosto 2026 i media hanno riferito che Mosca aveva trasferito dalla Flotta del Nord al Mar Baltico la fregata Admiral Kasatonov, attuando le minacce rivolte dal presidente russo Vladimir Putin ai Paesi europei per le loro operazioni contro la flotta ombra. Le informazioni sull’arrivo della nave sono state riportate, tra gli altri, dal Telegraph, dal Moscow Times e dalla Bild.
La fregata, entrata in servizio nel 2020 e appartenente alla più recente classe di navi russe, può lanciare missili da crociera Kalibr e missili ipersonici Zircon. In precedenza era stata impiegata per proteggere e scortare navi mercantili russe nel Mediterraneo e nella Manica.
La nave è stata individuata vicino all’isola tedesca di Fehmarn con i transponder spenti. La presenza di un vettore missilistico con questa configurazione, accanto all’Admiral Levchenko, ha accresciuto i rischi per la sicurezza della navigazione nei Paesi della Nato e ha reso il Mar Baltico una zona di rischio militare più elevato.
L’esperto di sicurezza marittima Moritz Brake ha avvertito che le minacce del Cremlino non devono essere considerate soltanto retorica. Secondo la sua valutazione, Mosca mira ad aumentare il prezzo delle misure occidentali contro la flotta ombra, ma dietro gli avvertimenti possono esserci anche piani per azioni concrete.
La posizione attuale
Al 18 agosto 2026, la Russia ha dunque rafforzato il dispositivo navale nel Baltico con il trasferimento dell’Admiral Kasatonov e la permanenza dell’Admiral Levchenko, mentre l’Europa e il Regno Unito hanno aumentato la pressione legale e operativa sulla flotta ombra.