I soldati israeliani sotto accusa per aver marchiato i palestinesi con numeri in Cisgiordania

19.08.2026 10:55
I soldati israeliani sotto accusa per aver marchiato i palestinesi con numeri in Cisgiordania

Nuove operazioni militari israeliane: aleggia la memoria storica nei territori occupati

Il numero 44 contrassegnato sulla fronte con un pennarello nero, altri con le cifre sulle braccia e sulle mani. L’esercito israeliano ha assediato Qabatiyah, nel nord della Cisgiordania, per sette ore. Lunedì, i soldati hanno fatto irruzione in almeno un centinaio di case e arrestato due palestinesi accusati di «preparare attacchi». Altri sono stati marcati con i numeri, secondo quanto dichiarato da portavoce, per identificarli durante gli interrogatori, riporta Attuale.

I comandanti militari si riferiscono a questa pratica come a «scelte sbagliate» e «poco buon senso», senza fornire condanne più severe. Un episodio simile era già accaduto ad aprile, quando le forze israeliane avevano marchiato le donne del campo profughi di Jenin con numeri sulle mani, permettendo loro un breve rientro nelle abitazioni abbandonate a causa della dichiarazione della zona come area militare.

«Un metodo disgustoso che ricorda tempi oscuri», ha commentato Ahmad Tibi, deputato arabo israeliano. «Usare i numeri sulla pelle per identificare le persone è sempre stato un tabù in Israele, poiché i nazisti tatuavano le cifre sui prigionieri nei campi di concentramento durante l’Olocausto», ha aggiunto il giornale digitale Times of Israel.

Le operazioni israeliane nei territori occupati sono state intensificate su ordine della coalizione di estrema destra al governo. A Qabatiyah, i militari hanno anche distribuito volantini — riportano i media — esortando la popolazione locale a «non entrare in contatto con appartenenti a gruppi terroristi».

Questa incursione fa parte di una serie di operazioni nel nord della Cisgiordania, scaturite dalla decisione del governo di Benjamin Netanyahu di riedificare quattro avamposti evacuati nel 2005, annullando le politiche adottate da Ariel Sharon. I ministri messianici al governo auspicano di ritornare indietro nel tempo, progettando la ricostruzione delle colonie sgomberate a Gaza nella stessa estate.

Tra i funzionari di governo, uno ha recentemente annunciato l’«inizio dei lavori per una struttura destinata all’esecuzione dei condannati a morte» palestinesi. «Ho promesso di approvare una legge sulla pena capitale per i terroristi. È stato fatto. Ho promesso di creare un centro. Lo stiamo realizzando», ha proclamato Itamar Ben-Gvir, il ministro per la Sicurezza Nazionale, in un contesto in cui le elezioni di fine ottobre si avvicinano.

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