Preoccupanti flessioni nel gradimento di Trump a dieci mesi dalle elezioni di metà mandato
Con le elezioni di metà mandato fissate tra dieci mesi, i sondaggi rivelano un calo significativo del gradimento del presidente Donald Trump negli Stati Uniti, con un tasso di approvazione che si attesta al 42,4%. Questo dato, fornito da Real Clear Politics, segna un allontanamento dai livelli più elevati di un anno fa, quando l’indice di gradimento era al 49%. La sua impopolarità, tuttavia, è ciò che si fa notare maggiormente, attestandosi al 55,6%, riporta Attuale.
Il trend discendente è una realtà comune per i presidenti in carica; le uniche due eccezioni nella storia recente sono Bill Clinton, supportato da un robusto boom economico, e George W. Bush, nel contesto post-11 settembre. È importante notare che anche durante il suo mandato precedente, Trump aveva subito una flessione nei consensi a due anni dal voto che lo aveva portato alla Casa Bianca. Nel 2018, questo discontento si tradusse in una sconfitta che consegnò il controllo della Camera ai Democratici.
Gli analisti spiegano che il calo di gradimento di Trump è influenzato da diversi fronti internazionali, inclusa la questione della Groenlandia. Un sondaggio di Reuters indica che il 60% dei repubblicani giudica negativamente l’uso della forza per acquisire l’isola, mentre solo l’8% approverebbe un intervento militare per conquistare l’Artico.
In aggiunta, gli interventi dell’ICE, soprattutto in seguito ai recenti eventi in Minnesota, hanno inferto un colpo all’immagine del presidente. Attualmente, i repubblicani detengono la maggioranza sia alla Camera che al Senato; tuttavia, secondo un’analisi dell’agenzia 270towin, se le elezioni si svolgessero oggi, i Democratici acquisirebbero 210 seggi contro i 206 dei Repubblicani.