Le elezioni in Israele del 27 ottobre: un referendum sulla sicurezza e sul futuro di Netanyahu
Le elezioni in Israele, programmate per martedì 27 ottobre, vedranno gli israeliani votare per rinnovare la Knesset, il parlamento di 120 seggi. Questo sarà il primo evento elettorale dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra che ne è seguita, focalizzando l’attenzione sulla gestione della sicurezza. Il risultato determinerà anche il futuro del primo ministro Benjamin Netanyahu, il leader più longevo nella storia del Paese dal 1996, attualmente in corsa per un ulteriore mandato, riporta Attuale.
Netanyahu, a capo del Likud, incontra la sfida dell’opposizione guidata da Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore, il cui partito è attualmente in testa a diversi sondaggi. L’elezione è considerata un referendum sulla gestione della sicurezza post-7 ottobre e il futuro politico di Netanyahu, seguita con particolare attenzione sia a livello nazionale che internazionale.
Non si tratta di elezioni anticipate, poiché la legislatura precedentemente eletta nel novembre 2022 ha raggiunto il termine naturale di quattro anni, un evento raro dal 1988. Il 17 luglio, la Knesset ha approvato all’unanimità il proprio scioglimento, fissando la data delle elezioni. La legge fondamentale stabilisce che il parlamento resta in carica per quattro anni, con le elezioni che si tengono di norma il terzo martedì del mese ebraico di Cheshvan.
Tutti i cittadini israeliani dai 18 anni in su possono partecipare al voto, per un totale di circa 7,3 milioni di elettori. Questo segnerà la sesta volta che Israele si reca alle urne dal 2019, in seguito a una serie di governi caduti prima della scadenza prevista.
A chi si vota? I candidati principali
In Israele, si vota per una lista di partito e non direttamente per il primo ministro. Le principali sfide si giocano tra due blocchi: quello di Netanyahu e quello dell’opposizione, con Eisenkot come candidato premier più probabile. Recenti sondaggi indicano che nessuno dei due blocchi raggiunge la maggioranza, complicando ulteriormente le dinamiche politiche.
- Il blocco di governo include il Likud di Netanyahu e partiti ultraortodossi come Shas e Giudaismo unito della Torah, oltre a rappresentanti dell’estrema destra nazionalista e religiosa.
- L’opposizione comprende Yashar di Eisenkot, insieme a una lista unica formata da Naftali Bennett e Yair Lapid, oltre a Yisrael Beiteinu e i Democratici di sinistra.
Partiti arabi come Lista Unita e Ra’am non appartengono a nessuno dei blocchi principali, ma potrebbero avere un ruolo decisivo nei risultati finali.
Dettagli sul voto
Le elezioni si svolgeranno dalle 7 alle 22 ora locale, coordinato con le ore italiane. Nei piccoli centri e in particolari strutture come ospedali e carceri, l’orario di voto varia. Non esiste il voto per corrispondenza per gli israeliani all’estero, eccetto per il personale diplomatico e i militari in servizio all’estero.
I primi risultati preliminari verranno comunicati alla chiusura dei seggi, mentre quelli ufficiali saranno resi noti dalla Commissione elettorale centrale il 4 novembre. Le trattative per la formazione del governo potrebbero prolungarsi settimane, poiché nessun partito ha mai ottenuto la maggioranza assoluta, facendo sì che ogni governo israeliano fosse necessariamente una coalizione.