Elezioni parlamentari in Ungheria: Viktor Orbán sotto pressione e con interessi russi in gioco

07.04.2026 17:45
Elezioni parlamentari in Ungheria: Viktor Orbán sotto pressione e con interessi russi in gioco

Le elezioni parlamentari in Ungheria: un confronto tra Viktor Orbán e Péter Magyar

Domenica 12 aprile si svolgeranno le elezioni parlamentari in Ungheria, un evento che potrebbe determinare la formazione di un nuovo governo. Gli interessi del presidente statunitense Donald Trump e di quello russo Vladimir Putin si allineano a favore del primo ministro uscente Viktor Orbán, mentre Ucraina e Unione Europea auspicano un cambiamento di leadership, riporta Attuale.

Per la prima volta, Orbán è in difficoltà nei sondaggi, e la sua rielezione giunge in discussione. In carica dal 2010, il suo governo ha portato a una trasformazione autoritaria dell’Ungheria, rendendola sempre più illiberale. Orbán guida il partito di estrema destra Fidesz, che promuove ideologie sovraniste e populiste, e ha ostacolato i diritti della comunità LGBTQ+ in nome di presunti valori tradizionali.

Questa situazione lo rende il principale alleato europeo del movimento MAGA di Trump, il quale sta attivamente cercando di sostenerlo. Il vicepresidente J.D. Vance ha recentemente visitato Budapest con l’intento di rafforzare il sostegno a Orbán, descrivendolo come un leader che «si spende ferocemente» per il suo paese, accusando al contempo Ucraina e Unione Europea di interferire nelle elezioni. Anche Trump, a fine marzo, ha espresso il suo «completo e totale» sostegno a Orbán.

Orbán, noto per le sue posizioni filorusse all’interno dell’Unione Europea, continua a bloccare l’approvazione di aiuti significativi all’Ucraina, tra cui un prestito europeo da 90 miliardi di euro, giustificando le sue azioni con questioni tecniche relative ai gasdotti russi. La Ungheria rimane uno dei pochi paesi europei a continuare ad acquistare gas dalla Russia.

Recentemente, Bloomberg ha divulgato la trascrizione di una conversazione segreta tra Orbán e Putin, in cui il primo ministro ungherese esprime una sottomissione inquietante, offrendosi di essere «al servizio» di Putin. Questo riflette una relazione in cui Orbán non esita a compararsi a un topo che assiste un leone.

Inoltre, è emerso un caso di presunta condivisione di informazioni riservate da parte del governo ungherese verso la Russia, attirando l’attenzione della Commissione Europea che ha richiesto chiarimenti da Budapest.

La Russia ha tentato di influenzare le elezioni a favore di Orbán anche attraverso campagne di disinformazione sui social. Tuttavia, Orbán stesso ha costruito la sua campagna su una retorica anti-Ucraina e anti-Unione Europea, rendendosi spesso protagonista nella diffusione di narrative prossime alla propaganda del regime russo.

In questo contesto, Péter Magyar, leader dell’opposizione, emerge come il candidato favorito nei sondaggi. Le sue posizioni più liberali e filoeuropee rappresentano un netto contrasto con Orbán, ma nonostante ciò, Magyar non ha mai mostrato un particolare entusiasmo per un sostegno attivo all’Ucraina. Pertanto, anche un suo eventuale governo potrebbe non portare a un cambiamento radicale della politica estera ungherese.

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