Elezioni suppletive a Makerfield: Andy Burnham potrebbe cambiare il futuro dei Laburisti
Oggi, giovedì 18 giugno, si svolgono le elezioni suppletive a Makerfield, nel Regno Unito, un evento che potrebbe avere un impatto significativo sulla politica britannica. Il candidato Laburista è Andy Burnham, attuale sindaco di Manchester e indicato come possibile successore del primo ministro Keir Starmer, il quale è da tempo sotto pressione e criticato all’interno del suo stesso partito, riporta Attuale.
Fino ad oggi, Burnham non ha potuto contestare direttamente la leadership di Starmer a causa della sua mancanza di un seggio parlamentare; l’elezione di oggi potrebbe modificare questo scenario, poiché essere parlamentari è una condizione necessaria per candidarsi a leader secondo le norme del partito.
La crisi dei Laburisti e l’eventualità di un cambio di leadership sono temi dibattuti da diversi mesi. Starmer è attualmente il primo ministro più impopolare nella storia del Regno Unito, con il 74% dell’elettorato che giudica negativamente le sue azioni, secondo YouGov.
Al contrario, Burnham gode di un’ottima reputazione: essendo originario del collegio elettorale dove si candida, è considerato il favorito secondo i sondaggi. Tuttavia, la sua candidatura ha portato a una leggera perdita di consensi a livello nazionale.
Starmer ha dichiarato che, nel caso di una vittoria di Burnham, gli proporrà un ruolo nel suo governo e ha affermato che se ci fosse una necessità di un’elezione interna per la sua sostituzione, si ricandiderà. Un’altra possibilità è che i Laburisti possano persuadere Starmer a dimettersi spontaneamente, gestendo così la sua successione in modo coordianto.
Secondo alcuni membri del partito, la sostituzione di Starmer sarebbe la strategia più efficace per affrontare la crisi attuale e scongiurare una vittoria dei partiti populisti di destra, che stanno guadagnando consensi in tutto il paese.
Dall’assunzione della carica nel 2024, Starmer è stato coinvolto in diversi scandali, il più significativo dei quali riguarda il legame con Peter Mandelson, suo ex ambasciatore negli Stati Uniti, il cui coinvolgimento negli Epstein files ha generato controversie. Mandelson è attualmente sotto inchiesta per aver condiviso informazioni governative riservate con Epstein durante il suo mandato come ministro.
Questa indagine ha avuto ripercussioni devastanti per Starmer, contribuendo a un aumento delle richieste di dimissioni da parte di membri del suo governo. Diversi funzionari hanno già abbandonato i loro incarichi, mentre aumentano le pressioni per una sua rimozione.
Le critiche al suo operato non si limitano agli scandali, con molte delle decisioni del suo governo in campo domestico percepite come poco progressiste per un partito Laburista. Starmer ha anche adottato posizioni controverse in merito alla questione dei migranti, avvicinandosi a toni tipici dei partiti di destra.
Negli ultimi mesi, i Laburisti hanno subito una serie di sconfitte alle elezioni locali, un chiaro indicativo del calo di consenso. Malgrado tali difficoltà, Starmer ha resistito a ogni tentativo di sfiducia, in parte perché non vi era un’alternativa ritenuta valida per sostituirlo fino all’emergere di Burnham.
Questa non è la prima volta che Burnham aspira alla leadership Laburista; ha già partecipato alle primarie nel 2015 e nel 2019, ma senza successo. Attualmente, la sua candidatura rappresenta una seria opportunità per il partito di riorganizzarsi e affrontare le sfide politiche future.
Ma che situazione strana! Qui da noi, in Italia, godiamo di eccentrici personaggi politici, ma la crisi dei Laburisti sembra roba da film dell’orrore! Non avevo mai sentito di Starmer così impopolare… Forse era meglio che rimanesse a Manchester, chi lo sa? La politica è davvero un gioco complicato, eh?