Finanziamenti ai partiti in Italia: chi riceve di più e da chi provengono le donazioni

23.10.2026 08:35
Finanziamenti ai partiti in Italia: chi riceve di più e da chi provengono le donazioni

Roma, 23 ottobre 2026 – Scomparsi i finanziamenti pubblici, i partiti italiani sono stati costretti a sviluppare forme autonome di autofinanziamento. Oggi, la mappa del potere economico nel Parlamento è articolata su tre fronti: autofinanziamento interno, due per mille e donazioni private. La legge Spazzacorrotti del 2019 ha imposto ai tesorieri di registrare ogni donazione superiore ai 500 euro, garantendo trasparenza sui finanziamenti delle forze politiche, riporta Attuale.

Chi prende più finanziamenti

Al comando si colloca la Lega per Salvini Premier, che ha raccolto 28,66 milioni di euro tra il 2020 e il 2026. Insieme alla Lega Lombarda, che ha ottenuto 5,13 milioni, e alla storica Lega Nord con 3,11 milioni, il totale supera i 37 milioni. Al secondo posto si trova il Movimento 5 Stelle con 19,60 milioni di euro, un risultato significativo considerando il numero più limitato di donatori rispetto al centrodestra, ma sostenuto da rigide regole interne sui rimborsi. Forza Italia segue al terzo posto con 16,45 milioni, mentre Fratelli d’Italia, pur guidando l’esecutivo, si ferma a 15,52 milioni al quarto posto. Il Partito Democratico chiude la cinquina con 13,44 milioni, affrontando la sfida della transizione verso un modello di sostentamento privato.

In settima posizione troviamo la Südtiroler Volkspartei con 6,61 milioni, seguita da Italia Viva di Matteo Renzi con 7,50 milioni e Azione di Carlo Calenda, che ottiene 3,89 milioni. Questi risultati evidenziano l’importanza del radicamento territoriale e delle strategie di autofinanziamento.

Chi finanzia i partiti italiani

La maggiore parte dei fondi proviene dai donatori interni, ovvero eletti e dirigenti politici mediante trattenute obbligatorie sugli stipendi. A questi si aggiungono i contributi esterni da privati e imprenditori. La Lega di Matteo Salvini, per esempio, riceve ingenti donazioni dai suoi rappresentanti, come Alessandro Giglio Vigna con 262 mila euro e Paolo Formentini con 256 mila euro. Tra i maggiori sponsor esterni figura Umberto Fusco, ex senatore, con 90 mila euro. Le aziende come Monte Finanziario Europeo Srl e Vaporart Srl contribuiscono con rispetto a 110 mila e 100 mila euro.

Forza Italia si conferma legata alla famiglia Berlusconi, con i figli di Silvio Berlusconi che versano fino a 500 mila euro. Aziende come Ares Safety Srl e Ipi Spa forniscono ulteriori sostegni da 100 mila euro. Tra i finanziatori di Fratelli d’Italia, alcuni esponenti parlamentari come Mauro Rotelli e Walter Rizzetto contribuiscono con 100 mila euro ciascuno, mentre Milano Investimenti Spa e Seda Italy Spa si fanno notare per donazioni aziendali.

Nel Partito Democratico, Chiara Braga e Luciano d’Alfonso sono tra i principali finanziatori interni, ma sono anche attivi diversi imprenditori e aziende, tra cui Francesco Merloni, con 100 mila euro. Al contrario, il Movimento 5 Stelle si distingue per il rifiuto di grandi contributi esterni, basando il proprio finanziamento su restituzioni interne. Questi meccanismi evidenziano diversità significative nel panorama del finanziamento dei partiti politici italiani.

Chi paga di più (e più partiti)

Fra le aziende che hanno sostenuto i partiti dal 2019 al 2026 si distingue Ipi Spa, con 295 mila euro a Azione e Forza Italia. Significativi anche i contributi di U Form Srl e Sviluppo Uno Srl, rispettivamente con 285 mila euro e 200 mila euro. L’analisi indica che aziende come Seda Italy Spa e Monte Finanziario Europeo Srl hanno fornito sostegno con contributi significativi. Inoltre, Gianfranco Librandi si segnala come uno dei finanziatori privati più prolifici, donando circa 600 mila euro.

Questo scenario complesso di finanziamento dimostra come le dinamiche economiche e politiche si intrecciano, influenzando le strategie e le prospettive dei partiti italiani nella attuale arena politica.

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