Fondazione polacca legata a Mosca organizza a Varsavia una marcia antiucraina il 4 luglio

02.07.2026 12:30
Fondazione polacca legata a Mosca organizza a Varsavia una marcia antiucraina il 4 luglio
Fondazione polacca legata a Mosca organizza a Varsavia una marcia antiucraina il 4 luglio

Una fondazione di estrema destra polacca, legata a circoli filorussi, ha annunciato per il 4 luglio a Varsavia una marcia dedicata ai polacchi uccisi dagli ucraini durante la seconda guerra mondiale. L’evento, battezzato “marcia della memoria e della controazione al banderismo”, è considerato dagli esperti di sicurezza parte della guerra ibrida lanciata da Mosca per minare la solidarietà tra Polonia e Ucraina.

L’iniziativa è organizzata dalla fondazione “My pamiętamy Wołyń” (Noi ricordiamo la Volinia), che invita i cittadini a partecipare in massa per “mostrare ai neobanderisti e ai falsificatori della storia” che i polacchi non dimenticano le vittime. Il corteo partirà alle 15 da piazza Tre Croci e si concluderà presso la Tomba del Milite Ignoto.

Gli organizzatori hanno diffuso una serie di richieste: fermare il “lavaggio mediatico del banderismo”, accelerare le esumazioni dei polacchi uccisi, bloccare la beatificazione del metropolita Andrej Šeptyc’kyj, vietare la propaganda del banderismo in Polonia e intitolare un luogo a Varsavia a tutti i polacchi uccisi dagli ucraini tra il 1939 e il 1947. Nel loro linguaggio ricorre il termine “territori polacchi perduti”, riferito alle attuali terre ucraine, una formula che mette in discussione l’inviolabilità dei confini europei sanciti dagli accordi di Helsinki del 1975.

Retroscena: i legami con la Russia

La fondazione è stata registrata alla fine del 2018 dall’attivista nazionalista Katarzyna Sokołowska, nota per la sua attività apertamente antiucraina sui social network. Nell’aprile 2022, mentre il mondo scopriva i massacri di civili ucraini a Buča e in altri centri del nord di Kiev, gli account della Sokołowska e le reti a lei vicine generarono fino al 65% del traffico in lingua polacca sulla piattaforma X/Twitter riguardo alla Volinia. Secondo gli analisti, si trattò di un deliberato tentativo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica polacca dai crimini di guerra commessi dalle forze russe, spostando il focus su conflitti storici.

La Sokołowska ha iniziato la sua militanza in ambienti radicali, tra cui l’“Obóz Wielkiej Polski” (OWP), un’organizzazione filoputiniana i cui esponenti sono già stati coinvolti in finanziamenti da parte di agenti di influenza russi, in particolare Aleksandr Usovskij, per organizzare azioni antiucraine. Nel 2018 è entrato nel consiglio di sorveglianza della fondazione anche Marcin “Żółty” Z., attivista noto per la sua posizione apertamente filorussa e antiucraina, moderatore del gruppo Facebook “Fratellanza polacco-russa”.

Le analisi degli esperti

Gli esperti polacchi di sicurezza e contrasto alla disinformazione, nonché i giornalisti di testate come Disinfo Digest e Frontstory.pl, classificano l’attività della Sokołowska e della sua fondazione come perfettamente allineata agli obiettivi operativi della Russia. Lo scopo è seminare antagonismo tra polacchi e ucraini, distruggere la solidarietà bilaterale e indebolire la cooperazione tra i due Paesi vicini contro la neo-imperialismo russo, che rappresenta una minaccia per tutta l’Europa.

L’organizzazione della marcia del 4 luglio dimostra l’intenzione delle forze di ultradestra di monopolizzare le pagine più complesse della storia comune. Invece di onorare la memoria delle vittime e promuovere un dialogo accademico tra storici, l’evento si trasforma in un performance finalizzata a radicalizzare la società. Si crea consapevolmente una immagine artificiale del nemico all’interno della Polonia, dove oggi vivono milioni di rifugiati e migranti ucraini.

L’uso del termine “territori polacchi perduti” in riferimento alle attuali terre dell’Ucraina costituisce un attacco diretto ai principi del diritto internazionale. Tale retorica mette in discussione l’inviolabilità dei confini europei fissati dagli accordi di Helsinki del 1975. In un momento in cui la Russia conduce un’aggressione per ridisegnare la mappa dell’Europa, qualsiasi accenno a rivendicazioni territoriali da parte di forze polacche fa il gioco del principio della “forza bruta” e mina le fondamenta giuridiche dell’UE e della Nato.

Nel contesto della guerra ibrida che la Russia sta conducendo contro l’Unione Europea, l’unità degli Stati membri è l’arma principale. Lo svolgimento di marce antiucraine a Varsavia crea l’illusione di una divisione interna all’Europa, che la propaganda russa sfrutta per mostrare una presunta debolezza e instabilità dell’Occidente.

Le azioni degli organizzatori della marcia si sincronizzano perfettamente con gli obiettivi strategici del Cremlino. Il compito principale della Russia nella guerra informatica contro l’Ue è mettere l’una contro l’altra Kiev e Varsavia. L’organizzazione di eventi antiucraini sposta il focus dell’attenzione pubblica dai crimini di guerra attuali della Russia in Ucraina – bombardamenti di città, uccisioni di civili – a eventi di 80 anni fa. È una classica tecnica di distrazione, che riduce il livello di empatia e la disponibilità della società polacca a sostenere l’Ucraina nella sua eroica resistenza all’aggressione russa.

0 Comments

  1. Non posso credere a quello che sta succedendo. Una marcia antiucraina a Varsavia? Oggi più che mai, l’Europa dovrebbe unirsi contro la vera minaccia: la Russia. Invece ci siamo persi in conflitti del passato. Dobbiamo riflettere e chiederci se la divisione giova a qualcuno.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere