Francesca Albanese candidata al Nobel per la Pace con 160mila firme per la relatrice Onu a Gaza

06.08.2025 16:25
Francesca Albanese candidata al Nobel per la Pace con 160mila firme per la relatrice Onu a Gaza

Francesca Albanese: una voce per i diritti umani

Roma, 6 agosto 2025 – L’Italia si schiera a favore di Francesca Albanese. Più di 160mila firme sono state raccolte da intellettuali, attivisti e cittadini in supporto della candidatura della relatrice speciale dell’Onu per i diritti umani nei territori palestinesi occupati al Premio Nobel per la Pace, riporta Attuale.

Personalità di spicco come l’attore ebreo Moni Ovadia, il fisico quantistico Carlo Rovelli e il giornalista satirico Vauro hanno espresso il loro supporto per la giurista 48enne, che è stata al centro delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, annunciate dal segretario di Stato Marco Rubio.

Francesca Albanese è una figura controversa. Fin dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza, ha denunciato i “crimini di guerra” e le “violazioni dei diritti umani” perpetrate dalle milizie israeliane sostenute dal governo Netanyahu. La sua posizione critica, spesso solitaria, ha portato le autorità israeliane a vietarle l’ingresso in Israele e successivamente agli sanzioni Usa.

“Sono impressionata (e commossa) per il sostegno delle persone al mio lavoro. Unirsi contro gli abusi è fondamentale, e fermare il genocidio è ancora più cruciale. INSIEME POSSIAMO FARLO”, ha affermato Francesca Albanese su X, commentando la mobilitazione popolare a suo favore.

Le due principali petizioni a sostegno di Albanese sono “We are butterflies!” (Siamo Farfalle) su Change.org, che ha ottenuto oltre 60mila adesioni, e una petizione di Avs su ‘Metti la firma’, che ha superato le 100mila firme. Queste iniziative hanno visto la partecipazione di noti intellettuali e attivisti, inclusi anche nomi come Patrick Zacky.

Oltre al grande significato simbolico del Premio Nobel, la mobilitazione popolare mira, come spiegato da Avs, a riaffermare il primato del diritto internazionale sugli interessi geopolitici, a offrire un ombrello di sicurezza a tutti i difensori dei diritti umani attaccati e a dare nuova speranza a coloro che sono vittime di ingiustizie.

All’inizio di luglio, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha annunciato le sanzioni personali degli Stati Uniti contro Francesca Albanese per i suoi “sforzi illegittimi e vergognosi” nel chiedere l’intervento della Corte penale internazionale nei confronti di funzionari, aziende e dirigenti statunitensi e israeliani.

Rubio ha dichiarato: “Non tollereremo più la campagna di guerra politica ed economica di Albanese contro gli Stati Uniti e Israele, rimanendo sempre al fianco dei nostri partner nel loro diritto all’autodifesa”. Le sanzioni sono arrivate pochi giorni dopo la pubblicazione di un report di Albanese che metteva in evidenza come le aziende ricavassero profitti dall’occupazione illegale da parte di Israele e dal suo sistema di apartheid.

“Francesca Albanese è diventata un obiettivo della macchina del fango israeliana, con inserzioni a pagamento su Google Ads e pagine diffamatorie create dal governo israeliano”, riferiscono da Amnesty International.

La petizione “Siamo Farfalle!” è stata ideata da un gruppo di donne, tra cui Eliana Como, Raffaella Bolini, Elena Mazzoni e le giornaliste Monica di Sisto, Francesca Fornario e Rosa Lella. Il titolo riprende una frase di un libro di Francesca Albanese.

Albanese è accusata di aver indagato, attraverso i suoi rapporti come Relatrice speciale dell’Onu, sui crimini del governo Netanyahu e sull’industria legata al genocidio, nominandone pubblicamente le aziende coinvolte.

Francesca Albanese, giurista e docente esperta in diritto internazionale e diritti umani, è specializzata nella regione del Medio Oriente. Dal 2022, svolge il ruolo di Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati.

Le sue posizioni, critiche e chiare, si sono sempre opposte alle ingiustizie di Gaza, denunciando le azioni dell’Idf, anche quando la comunità internazionale era favorevole a Israele. Presso il Palazzo di Vetro, ha richiesto ripetutamente un cessate il fuoco immediato tra Israele e Hamas, sollevando il monito di un possibile genocidio di massa.

La dura reazione dell’amministrazione di Donald Trump è stata scatenata dalle dichiarazioni di Albanese sul “genocidio” dei palestinesi, formulate nel suo report pubblico, “Anatomia di un genocidio”, presentato a marzo.

7 Comments

  1. Ma davvero ci stupiamo? Un’altra persona che osa alzare la voce contro le ingiustizie e viene punita per questo! È così triste vedere come chi cerca la verità viene ostracizzato… Speriamo che la sua lotta non sia vana e che la giustizia trionfi.

  2. Ma davvero? Ora vogliono dare un Nobel a chi critica apertamente un governo in questo modo? Siamo sicuri che la pace passi per la denuncia senza fine? Certo, attenzione ai diritti umani, ma non a scapito della diplomazia.

  3. Incredibile! Finalmente qualcuno che ha il coraggio di parlare chiaro sulla situazione in Palestina. È ora di smettere di girarci intorno e riconoscere le violazioni che avvengono. W Francesca e i 160mila che la supportano!

    Che la gente si unisca in questo modo è commovente, ma mi chiedo se tutto ciò porterà a un reale cambiamento. Le parole sono importanti, ma le azioni contano di più. Speriamo bene per il futuro.

    Ma seriamente, 160mila firme e ancora ci sono dubbi su cosa stia succedendo in Palestina? È assurdo! Dobbiamo tirare fuori la testa dalla sabbia e affrontare la realtà. Francesca merita questo riconoscimento!

    Che paese ridicolo! Sì, Francesca è stata penalizzata per dire la verità, e ora la sostenete per il Nobel? Questo è un grande segnale, ma le parole di Rubio sono insopportabili. Loro hanno paura della verità.

    Bello vedere così tanti che si uniscono per una causa così giusta! Ma cosa ne sarà adesso? Spero che il Premio Nobel non si riduca solo a un titolo vuoto. La lotta continua!

  4. Spero davvero che il mondo si fermi ad ascoltare. È incredibile vedere così tante persone unite per una causa giusta! La voce di Francesca Albanese potrebbe finalmente portare attenzione sui drammatici diritti umani calpestati negli ultimi anni. Non possiamo rimanere in silenzio!

  5. È incredibile come Francesca Albanese stia facendo tanto rumore! Finalmente una voce che non ha paura di denunciare le ingiustizie. Speriamo che la sua candidatura al Nobel possa portare un po’ di luce in queste situazioni così buie. La vera speranza è che la gente inizi a rispondere a questo grido di aiuto.

  6. Ma davvero? Una giurista che osarebbe opporsi al potere! Scommetto che chi la sostiene ha un gran coraggio, o magari un po’ di follia. La storia ci insegna che certe verità non piacciono a nessuno, ma come si fa a tacere davanti a crimini evidenti?

  7. È incredibile come una figura così controversa possa ricevere tanto supporto. Ma la verità è che il mondo ha bisogno di voci coraggiose come Francesca. Se questa mobilitazione può portare a un cambiamento, non posso che essere felice. Giustizia e diritti umani devono prevalere sopra ogni cosa!

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