Gaza, Save the Children: «Israele deve permettere le evacuazioni mediche per 4 mila bambini»

05.05.2026 12:15
Gaza, Save the Children: «Israele deve permettere le evacuazioni mediche per 4 mila bambini»

Emergenza sanitaria a Gaza: appello urgente per il trasferimento dei pazienti

Il governo israeliano è sotto pressione da parte di una coalizione di Ong e organizzazioni umanitarie che chiedono l’autorizzazione per il trasferimento immediato di pazienti gravi da Gaza a ospedali in Cisgiordania e Gerusalemme Est, dove le condizioni sanitarie sono ben più favorevoli, riporta Attuale.

Tra i casi riportati vi è un bambino di tre anni affetto da «epidermolisi bollosa», una malattia che provoca una pelle estremamente fragile, flessa all’ambiente ostile di Gaza, dove le condizioni igieniche sono inadeguate. I genitori sono costretti a gestire la situazione in una tenda, privi degli strumenti necessari per garantire una minima assistenza a un figlio che richiederebbe un ambiente sterile e attrezzature mediche adeguate.

Un’altra paziente chiave è una ragazza di tredici anni in attesa di un trapianto di rene. I medici hanno stabilito che senza emodialisi tre volte a settimana non può sopravvivere, ma la guerra ha reso difficile l’accesso alle cure necessarie. Attualmente, le procedure di emergenza sono limitate e solo un numero ridotto di macchine per la dialisi è operativo. Quel che è peggio, un potenziale donatore, la madre della ragazza, non può offrirle il rene a causa dell’impossibilità di effettuare il trapianto in area gazzense.

Queste storie di sofferenza si intrecciano con una crisi sanitaria più ampia in Gaza, che è uscita dalle prime pagine dei notiziari internazionali. Oggi, decine di migliaia di persone vivono in condizioni disumane, mentre gli ospedali della Striscia di Gaza stanno collassando. Oltre il 66% delle strutture sanitarie non sono operative, e solo tre ospedali funzionano a pieno regime.

Il governo, guidato da Benjamin Netanyahu, ha cominciato ad autorizzare solo in modo limitato le evacuazioni mediche, nonostante la presenza geopolitica di ospedali nelle immediate vicinanze che potrebbero accogliere i pazienti. Ospedali di Gerusalemme Est e della Cisgiordania, prima del conflitto, ricevevano oltre il 57% dei pazienti di Gaza che necessitavano di cure specialistiche.

A novembre 2025, è stato presentato un ricorso all’Alta Corte di Giustizia israeliana per riprendere le evacuazioni mediche. Israele ha l’obbligo, secondo il diritto internazionale, di garantire l’accesso alle cure a coloro che si trovano sotto il suo controllo, e il governo dovrà rispondere entro il 7 maggio.

Le organizzazioni umanitarie, inclusa Save the Children, stanno facendo pressioni affinché il corridoio medico venga riaperto. L’argomento è fermamente supportato da dati inconfutabili: la perdita di vite innocenti, in particolare tra i bambini, può essere evitata se vengono messe in atto misure efficaci e tempestive. La proposta di riaprire i percorsi verso ospedali in Cisgiordania non richiede complessi interventi logistici, ma semplicemente l’autorizzazione a transitare per ambulanze e malati.

In questo contesto, la crisi umanitaria che investe Gaza continua a peggiorare, con stime che parlano di oltre 18.500 pazienti che avrebbero bisogno di essere evacuati per ricevere cure adeguate, di cui 4.096 bambini secondo ultime rilevazioni dell’ONU. La richiesta di un intervento immediato si fa sempre più urgente, mentre il sistema sanitario di Gaza è ormai al collasso e i malati periscono per la mancanza di trattamenti essenziali.

1 Comment

  1. Non ci sono parole per esprimere la sofferenza dei bambini e delle famiglie a Gaza. È inaccettabile che in pieno 2023 si debba lottare anche per cose così fondamentali come la salute. La politica non può ignorare questa realtà, basta con le scuse!

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