Allerta terrorismo a Ceuta: la minaccia di gruppi radicali non va sottovalutata

09.08.2026 18:55
Allerta terrorismo a Ceuta: la minaccia di gruppi radicali non va sottovalutata

L’allerta terrorismo a Ceuta: un rischio che si intensifica

L’allerta terrorismo emersa a Ceuta conferma un fenomeno noto da anni, accrescendo le preoccupazioni in un contesto di alta tensione. La crisi al confine potrebbe creare opportunità per i militanti, pronti a sfruttare qualsiasi situazione che comprometta la sicurezza e distragga le forze dell’ordine, riporta Attuale.

Ceuta, insieme a Melilla, è da tempo considerata un punto di reclutamento per la filiera jihadista, con legami storici risalenti all’epoca di al Qaeda, e ulteriormente rafforzata dai conflitti in Iraq e dall’azione dell’ISIS. Da oltre un decennio, le forze di polizia spagnole hanno perseguito inchieste per neutralizzare cellule estremiste, alcune delle quali caratterizzate dalla presenza di individui significativi, con un interesse particolare per leader come Osama bin Laden e Abu Musab al Zarkawi.

Uno studio del 2019 ha evidenziato come le due enclave in Nord Africa siano state costanti fonti di minaccia. Circa il 40% dei volontari marocchini per la guerra in Iraq proveniva da aree intorno a Ceuta e Melilla, sottolineando il ruolo chiave di queste regioni nel fenomeno del jihadismo.

Le linee di sviluppo del radicalismo in queste aree sono molteplici. Si va dalla creazione di gruppi locali che coinvolgono giovani e donne fino ai legami storici con al Qaeda e il Califfato, passando per collegamenti con gruppi attivi in Marocco e nella regione del Sahel. Risultando un punto di transito tra Europa e Africa, Ceuta è strategicamente collocata per facilitare il reclutamento jihadista.

Un’eredità del Gruppo islamico Combattente, associato sia a Bin Laden che a Zawahiri, si estende anche all’Italia, mentre il Marocco ha intensificato le sue operazioni anti-terrorismo in risposta a minacce concrete. La creazione del BCIJ, l’ufficio giudiziario investigativo marocchino, ha portato a ripetuti arresti e operazioni contro il terrorismo, affermandosi come un attore chiave nella lotta al radicalismo.

Non bisogna dimenticare, infine, il traffico di droga. Ceuta è coinvolta in un fiorente commercio di stupefacenti, che sfrutta alleanze con organizzazioni criminali operanti in Spagna. La polizia ha scoperto tunnel utilizzati per il traffico di droga, gestiti da Abdella el Haj Sadek, noto con il soprannome di El Messi dell’hashish. Questo individiuo, attualmente braccato dall’Interpol, continua a operare da una posizione di semi-clandestinità, coordinando attività illecite con clan della regione tra Gibilterra e Algeciras.

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