Sgombero dei migranti dalle spiagge di Ceuta: la situazione attuale e le scelte dei profughi

08.10.2026 10:05
Sgombero dei migranti dalle spiagge di Ceuta: la situazione attuale e le scelte dei profughi

Sgombero dei migranti a Ceuta: oltre 8.000 ritorni in Marocco e tensioni crescenti

Nell’ultima settimana, a Ceuta, sono stati effettuati sgomberi forzati degli accampamenti di migranti sulle spiagge di Benítez e del Trampolín, che si erano formati durante il picco della crisi migratoria della fine di luglio. Il 30 luglio, circa 80.000 persone avevano superato le barriere tra Ceuta, exclave spagnola in Marocco, e il territorio marocchino, cercando di fare richiesta d’asilo. Tuttavia, molte di queste sono state costrette a tornare in Marocco nelle prime 24 ore, spinti dalle forze di sicurezza spagnole. Gli altri hanno creato vari accampamenti informali in diverse aree di Ceuta, riporta Attuale.

Le spiagge interessate ospitavano tra le 2.000 e le 3.000 persone. Dopo gli sgomberi, sono rimaste alcune centinaia di migranti nella zona più a nord della spiaggia del Trampolín, nota come El Guano, dove erano stati installati servizi igienici e assistenza medica da parte delle ONG. Le autorità spagnole hanno annunciato ulteriori sgomberi nei prossimi giorni per ripulire completamente la zona.

Le operazioni di sgombero sono state condotte all’alba con l’ausilio della polizia e dei militari, che hanno rimosso i migranti dalle tende e radunati in uno spazio aperto, dove venivano distribuiti pasti dalla Croce Rossa. Molti migranti sono stati costretti a salire su autobus diretti all’estremità meridionale di Ceuta, nei pressi del varco di frontiera del Tarajal.

Una volta arrivati al Tarajal, ai migranti è stata proposta la scelta di passare attraverso il CATE, il centro temporaneo di assistenza per stranieri, per l’identificazione e l’inizio delle pratiche di richiesta di asilo, o di tornare in Marocco senza alcuna registrazione. Circa 1.100 migranti su 1.400 hanno scelto l’opzione di ritorno in Marocco, stimando che la maggior parte di loro, in particolare i maggiorenni marocchini, avrebbe affrontato il rifiuto della domanda d’asilo, dato che il loro paese è considerato “sicuro” dall’Unione Europea.

Gli abitanti di Ceuta segnalano una diminuzione visibile del numero di migranti per strada, anche se quelli rimasti sono tornati a rifugiarsi nei boschi e nei quartieri periferici, come El Principe o Los Rosales. Fino ad ora, gli sgomberi si sono concentrati sulle spiagge, ma potrebbero espandersi ad altri rifugi temporanei in vista della visita del re Felipe VI e della regina Letizia, prevista per il 13 ottobre.

Le operazioni di pulizia sulle spiagge sgomberate hanno portato alla raccolta di oltre 200 tonnellate di materiali, compresi beni personali come tende, attrezzature da cucina e mute. Nel centro di Ceuta, un gruppo di residenti continua a protestare contro il mancato sgombero delle spiagge. Da più di 20 giorni, hanno ispezionato diversi luoghi e promettono di rimanere in protesta fino a quando non saranno rimossi tutti gli accampamenti.

In base ai rapporti del Ministero dell’Interno spagnolo, dal 10 agosto, 8.243 persone sono tornate in Marocco, senza contare i ritorni iniziali e quelli più recenti avvenuti durante gli sgomberi. Attualmente, a Ceuta, ci sono circa 7.000 adulti ospitati in dieci rifugi, con circa 2.500 minori distribuiti in altre venti strutture, ma il numero di posti disponibili rimane insufficiente per gestire l’afflusso di migranti.

Questi dati indicano che oltre 15.000 migranti si trovavano a Ceuta ad agosto, un numero notevolmente superiore alle stime iniziali del governo. Ceuta conta normalmente 80.000 abitanti e ha una densità populazionale tra le più alte della Spagna.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere