L’ex ostaggio israelo-argentino racconta l’orrore della prigionia a Gaza
Louis Har, un ex ostaggio argentino-israeliano, ha trascorso 129 giorni prigioniero a Gaza, dopo essere stato rapito da Hamas il 7 ottobre 2023. In occasione del primo anniversario della sua liberazione, Har, 72 anni, ha condiviso la sua esperienza, descrivendo il momento drammatico della sua cattura e l’operazione dell’esercito israeliano che ha portato al suo ritorno a casa, riporta Attuale.
Har, che ha vissuto l’incubo della prigionia, racconta come, all’inizio, le condizioni fossero relativamente sopportabili, ma il timore di essere uccisi durante i bombardamenti era costante. “Temevo di morire sotto le bombe. Pensavo alla mia famiglia, all’angoscia che provavano per me”, afferma. Oggi cerca di conviverci, impegnandosi a raccontare la sua storia per elaborare il trauma.
Le sue domande rimangono aperte: “Perché è successo il 7 ottobre? Perché sono stato rapito? E perché gli ostaggi non sono stati una priorità per il nostro governo?” Har chiede una commissione d’inchiesta per evitare che simili tragedie si ripetano.
Har critica anche il governo di Benjamin Netanyahu, affermando che “dormiva” mentre la situazione si deteriorava. Nonostante questo, dichiara di cercare la speranza e una vita migliore, rifiutando la vendetta. “Penso alla speranza, a un futuro migliore, alla pace. Non alla vendetta. È di questo che ho bisogno”.
Il suo desiderio di pace si scontra con la realtà del conflitto. Har parla del suo desiderio di vivere fianco a fianco con i palestinesi, ma ammette che oggi è più difficile crederci. Le emozioni del suo passato lo tormentano: “Parlo arabo, ma quando lo sento parlare mi vengono i brividi”.
Infine, Har critica anche la rappresentazione unilaterale del suo paese nei media, sperando che si racconti anche il lato positivo di Israele, per combattere l’antisemitismo. “Mi dispiace che di questo Paese si mostri soltanto il lato negativo: fa crescere l’antisemitismo. Bisogna raccontare anche la sua parte sana”, conclude.
Purtroppo, la situazione in Medio Oriente è sempre più complicata e angosciante. Ascoltare la testimonianza di Har è straziante. 129 giorni di prigionia, una vita segnata da paure e traumi. E la domanda più dolorosa: perché la vita degli ostaggi non è una priorità? È triste sapere che mentre alcune vite sono in gioco, il governo sembra assente… Speriamo che ci siano cambiamenti!