Inchiesta da 50 milioni di sterline sul torturatore Freddie Scappaticci, i familiari chiedono scuse al governo britannico
Il caso di Federico “Freddie” Scappaticci, noto torturatore legato all’IRA e protetto dai servizi segreti britannici per decenni, emerge con dettagli inquietanti in un rapporto di 160 pagine che conclude un’inchiesta durata nove anni e costata quasi 50 milioni di euro, riporta Attuale.
Scappaticci, nato da genitori italiani a Belfast, era promettente calciatore prima di arruolarsi nell’Irish Republican Army nel 1969, quando aveva 23 anni. Nei primi anni ’70, nonostante diversi arresti, scalò i ranghi dell’organizzazione, diventando il responsabile della sicurezza interna e guidando le operazioni contro i collaboratori della polizia britannica.
Descritto come un sadico, Scappaticci torturava e giustiziava sospetti informatori, registrando confessioni estorte e abbandonando i corpi legati ai bordi delle strade. Nonostante ciò, sviluppò una doppia vita: a partire dalla fine degli anni ’70, divenne un informatore per i servizi britannici, con il nome in codice “Stakeknife”. La sua collaborazione fu considerata così preziosa che Londra decise di proteggerlo a tutti i costi, sottraendolo più volte all’arresto della polizia locale.
Le motivazioni del suo tradimento rimangono incerte: potrebbe essere stato attratto dal denaro, insoddisfatto della gerarchia dell’IRA, o forse desideroso di contribuire alla fine del conflitto. Tuttavia, le evidenze mostrano che le informazioni fornite da “Stakeknife” salvarono meno vite di quelle che lui stesso tolse, come evidenziato dall’inchiesta.
Dal 1999, iniziarono a emergere notizie riguardanti infiltrati all’interno dell’IRA, e nel 2003 Scappaticci fu identificato come “Stakeknife”. Nonostante le sue smentite, fu trasferito in Inghilterra sotto falso nome e protetto, vivendo in una tranquilla comunità nel Surrey. La sua unica interazione con la giustizia avvenne quando fu condannato per possesso di materiale pornografico estremo.
Due anni fa, un ictus mise fine alla sua vita, ma la pubblicazione del suo testamento è stata bloccata per evitare la rivelazione dei pagamenti ricevuti dai britannici. Ora, i familiari delle vittime di Scappaticci attendono le scuse ufficiali dal governo di Londra, cercando giustizia dopo anni di sofferenza e il marchio d’infamia di essere stati vicini di “traditori”.
È davvero inquietante pensare a quanto potere avesse un torturatore come Scappaticci. È triste vedere come la verità venga a galla solo dopo anni e costi esorbitanti. Le scuse del governo britannico sono il minimo che possano fare per le vittime e le loro famiglie. E che vita ha avuto, dal calciatore all’aguzzino e infine protetto, che paradosso!