Gábor Bálint Nagy si dimette da procuratore generale in Ungheria, seguendo le richieste del nuovo governo

22.07.2026 18:25
Gábor Bálint Nagy si dimette da procuratore generale in Ungheria, seguendo le richieste del nuovo governo

Dimissioni del Procuratore Generale dell’Ungheria: Gábor Bálint Nagy Lascia il Ruolo sotto Pressione Politica

Mercoledì, il procuratore generale dell’Ungheria, Gábor Bálint Nagy, ha annunciato le sue dimissioni, in risposta a una richiesta esplicita del nuovo primo ministro di centrodestra, Péter Magyar, che ha sostenuto che Nagy fosse troppo legato al precedente sistema di potere di Viktor Orbán. Le dimissioni di Nagy saranno effettive dal 25 agosto, e il procuratore ha riferito che questa decisione è il risultato delle pressioni ricevute dal governo, riporta Attuale.

In qualità di procuratore generale, Nagy era alla guida della procura ungherese, occupandosi del coordinamento del lavoro dei pubblici ministeri. Era stato nominato nel 2025, durante il periodo in cui il partito Fidesz di Orbán deteneva una larga maggioranza parlamentare.

Dopo aver vinto le elezioni parlamentari ad aprile, Magyar aveva promesso significative riforme e ha dichiarato l’intenzione di punire i politici di Fidesz accusati di arricchimento illecito durante il loro mandato. Per garantire maggiore autonomia, ha richiesto le dimissioni di vari funzionari legati a Fidesz. La scorsa settimana, anche il presidente della Repubblica, Tamás Sulyok, ha lasciato il suo incarico.

Il primo ministro Magyar sta facendo ampio uso dei propri poteri per rimuovere funzionari legati ai governi precedenti e, in alcuni casi, ha intrapreso azioni controverse, come la sospensione dei telegiornali della televisione pubblica, in attesa di una riforma per garantirne l’imparzialità. Le decisioni di Magyar hanno suscitato critiche da parte di Orbán e del partito Fidesz, che lo accusano di perseguire un governo autoritario.

1 Comment

  1. Ma che razza di situazione! È incredibile vedere come la politica ungherese stia cambiando così rapidamente. Qui in Italia ci sono simili pressioni, ma magari non così esplicite! Spero che non si arrivi a un governo autoritario, anche se purtroppo la storia ci insegna che le cose possono cambiare in fretta…

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