Analisi del conflitto ucraino secondo l’analista Alexander Gabuev
Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Eurasia Center dopo il trasferimento a Berlino, ha affermato che l’Ucraina sta affrontando difficoltà significative nel suo sforzo bellico. La guerra si sta sviluppando in un modo che assomiglia alla Grande Guerra, con la prospettiva di un prolungato stallo tra le forze ucraine e russe. Le recenti dichiarazioni di Gabuev evidenziano che non ci sono segnali di una soluzione favorevole a Kiev, riporta Attuale.
Gabuev ha spiegato che l’Ucraina sta perdendo terreno. Sebbene non si possa parlare di una sconfitta immediata, è evidente che l’obiettivo di ristabilire i confini del 1991 diventa sempre più irraggiungibile. La continua scarsità di soldati in Ucraina rappresenta un grave problema, con il governo che ha dovuto modificare le leggi di reclutamento per affrontare la situazione. Molti cittadini sembrano riluttanti a unirsi al fronte, il che sta influenzando le capacità militari del paese.
In contrapposizione, la Russia è riuscita a reclutare circa 30.000 uomini ogni mese, nonostante le atrocità e le perdite umane inimmaginabili. Gabuev ha sottolineato che il Cremlino sta implementando metodi innovativi di reclutamento elettronico, aumentando ulteriormente il numero di soldati a disposizione, mentre parallelamente intensifica la repressione digitale contro oppositori e critici.
Il clima bellico mostra anche che l’industria della difesa russa, nonostante le sanzioni, continua a lavorare. I droni russi, che inizialmente erano inferiori a quelli ucraine, stanno ora raggiungendo una parità con le forze di Kiev, che affrontano una crescente carenza di munizioni e artiglieria. Gabuev ha avvertito che il conflitto è propenso a una lunga fase di stallo, un segnale preoccupante per la stabilità dell’Europa.
Per quanto riguarda l’assistenza militare da parte degli stati europei all’Ucraina, Gabuev ha sostenuto che non ci sono più risorse disponibili da offrire. Questo potrebbe mettere a rischio la sicurezza degli stati membri, in particolare i paesi di confine come Polonia e Finlandia, che potrebbero iniziare a trattenere risorse per proteggere i propri interessi nazionali. La crescita dell’industria della difesa europea non sarà, secondo Gabuev, sufficiente a colmare le lacune nel breve termine.
In un contesto di difficoltà economica crescente in Russia, caratterizzata da inflazione e deterioramento delle capacità tecnologiche, l’analista ha affermato che Putin ha ancora margini di manovra, riuscendo a deviare risorse dal settore pubblico verso l’apparato militare per proseguire nell’aggressione. Gabuev ha concluso indicando che l’incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin in Alaska rappresenta una tappa significativa, con il leader russo che non sembra disinteressato a una tregua, confidando nella sua posizione strategica.