Giacomo Agostini parla della sicurezza stradale e del Ponte sullo Stretto
Il leggendario pilota Giacomo Agostini ha espresso il desiderio di percorrere in moto il Ponte sullo Stretto, a condizione che gli italiani imparino a rispettare il codice della strada. “Se non è una emergenza nazionale, siamo lì…”, riporta Attuale.
Agostini, classe 1942, è un’icona del motociclismo, avendo vinto quindici campionati mondiali, un record ineguagliato da altri leggendari piloti come Valentino Rossi e Marc Marquez. In un’intervista, ha condiviso i suoi pensieri riguardo alla sicurezza stradale, affermando che troppe persone non realizzano che un’automobile può trasformarsi in un’arma se non si presta attenzione, avendo il conducente il “dito sul grilletto”.
Il campione ha suggerito di rivedere l’esame di patente, sottolineando che è inutile insistere sulla teoria e che sarebbe meglio rendere più severe le lezioni di guida. “Troppi non sanno eseguire bene un parcheggio”, ha aggiunto, parlando della situazione sulle autostrade italiane, dove la corsia di destra è spesso sottoutilizzata, mentre gli automobilisti si concentrano sul sorpasso a sinistra.
Agostini ha anche criticato le distrazioni create dai cruscotti moderni, ora definiti display. “Quegli schermi colorati sono un’arma di distrazione di massa e ridurrei le loro dimensioni”, ha affermato, discutendo dell’uso del telefono durante la guida e dell’inefficacia delle campagne di sensibilizzazione nel ridurre tali comportamenti pericolosi.
Per quanto riguarda gli autovelox, Agostini ha affermato che vanno bene “purché non siano assurdi”, suggerendo che sarebbe meglio rivedere i limiti di velocità in contesti specifici, piuttosto che implementare sanzioni generiche. Ha aggiunto che, a fronte del suo avanzare dell’età, sarebbe opportuno introdurre test di guida sui conductori più anziani.
Infine, commentando il dominio di Marc Marquez sulla Ducati, Agostini ha sottolineato che la sua vittoria era prevedibile, mentre ha difeso il pilota spagnolo dalle critiche degli aficionados di Valentino Rossi, evidenziando come ogni pilota abbia avuto i suoi momenti di eccesso durante la carriera.
In chiusura, Agostini ha espresso i suoi pensieri sul Ponte sullo Stretto, vedendolo non solo come un progetto infrastrutturale, ma anche come un simbolo di speranza per il futuro, sognando di poterlo percorrere in moto prima di lasciare definitivamente la scena.