Giustizia, Nordio e Piantedosi chiamano a smorzare i toni e confermano unità sul referendum

22.02.2026 05:35
Giustizia, Nordio e Piantedosi chiamano a smorzare i toni e confermano unità sul referendum

Riforma della Giustizia in Italia: Appello alla Calma da Parte del Governo

Rischiava di diventare una sfida di piazza nel centro della roccaforte rossa bolognese, dopo i passati scontri sulla sicurezza e mentre infuria la lite sulla riforma della giustizia. Invece, il convegno per il Sì al referendum, promosso da FdI con ospiti il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, e il Guardasigilli, Carlo Nordio, spostato in un hotel di periferia, si rivela un ulteriore appello a smorzare i toni, come era stato invocato dal Colle e come aveva sottoscritto la premier Giorgia Meloni. E diventa anche l’occasione per ribadire che, anche in caso di sconfitta, l’esecutivo andrà avanti, riporta Attuale.

Piantedosi predica calma per “evitare falli di reazione”. Nordio veste i panni del governo rassicurante e acconsente a “scambiare baci e abbracci con Nicola Gratteri”, con il quale, afferma, non c’è stata nessuna lite. Ad ascoltare i due ministri circa un migliaio di presenti all’appuntamento ‘Non c’è sicurezza senza giustizia’: introdotti dal capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, e dal suo omologo a Palazzo Madama, Lucio Malan, il titolare del Viminale e il Guardasigilli sembrano rivolgersi ciascuno a una porzione di elettorato. Il primo guarda al popolo del centrodestra, da chiamare a raccolta alle urne per consolidare la corsa del ‘Sì’ al 50% più uno dei suffragi: “Chi paventa un futuro controllo dell’esecutivo sulle Procure dovrebbe leggere meglio il testo degli articoli modificati dalla riforma. Da nessuna parte troverà esplicitato o implicitato nulla del genere. Questa riforma punta a ristabilire un primato della funzione legislativa dinanzi a sentenze che finiscono col vanificare l’operato del Parlamento e delle forze dell’ordine”.

Nordio – ieri in tour per l’Emilia-Romagna, con tappe anche a Ferrara, Modena e Forlì – adotta un approccio più dialogante nei confronti di quella porzione di elettorato che non coincide con il centrodestra. “La separazione delle carriere è il naturale seguito del passaggio dal codice inquisitorio a quello accusatorio sancito dal nuovo Codice di procedura penale voluto da Giuliano Vassalli, eroe della Resistenza e ministro socialista. Oggi i pm siedono tuttavia nel consiglio giudiziario, dove possono dare ‘voti’ al giudice che in un processo li ha a sua volta giudicati: ecco perché è essenziale avere un Csm inquirente e uno della magistratura giudicante”.

Sul palco salgono anche Vincenzo Gualzetti, padre di Chiara, uccisa a 15 anni da un coetaneo – “il quale ha ricevuto una condanna a 16 anni, mentre io mi trovo all’ergastolo”, accusa – e il luogotenente dei Carabinieri Luciano Masini, che nel 2024 sparò a un uomo che aveva appena accoltellato quattro persone: “Subii l’ipocrisia di quello che viene definito ‘atto dovuto’, ma che si trasforma in realtà in una gogna”. Masini, dopo un’odissea giudiziaria, fu assolto. Il racconto serve a Piantedosi per chiosare: “Grazie a questo governo oggi i membri delle forze dell’ordine potranno avere il patrocinio legale”.

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