La difesa delle forze dell’ordine: Donzelli chiarisce le posizioni di Fratelli d’Italia
A seguito delle recenti polemiche sul caso di Rogoredo, il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, ha difeso l’iniziativa del governo, affermando: «Con la nostra proposta sarebbe stato indagato allo stesso modo, non deformiamo le cose», riporta Attuale.
In un’intervista rilasciata a La Stampa, Donzelli sottolinea che chi indossa la divisa e commette errori gravi deve affrontare le conseguenze delle proprie azioni, ma aggiunge che «se si è sicuri del suo comportamento impeccabile, bisogna dargli una medaglia, non indagarlo». Questo riferimento al caso di Rogoredo evidenzia il dilemma della responsabilità delle forze dell’ordine e le risposte politiche in situazioni contenziose.
Donzelli chiarisce che la proposta avanzata dalla maggioranza non rappresenta uno scudo penale per le forze dell’ordine, contrariamente a quanto affermato dalla sinistra. «Con la nostra proposta, l’agente sarebbe stato indagato allo stesso modo, non deformiamo le cose», ha affermato, aggiungendo che l’idea mira a evitare che le forze dell’ordine vengano iscritte nel registro degli indagati come atto dovuto, soprattutto quando non ci sono dubbi sul loro comportamento. Questa posizione ha suscitato critiche da parte di alcuni magistrati che lamentano l’obbligo di iscrivere gli agenti nel registro anche in assenza di prove concrete.
Donzelli ha inoltre affermato che «la criminalizzazione delle forze dell’ordine è pericolosissima» per la sicurezza della società, ribadendo che sono gli stessi agenti a chiedere trasparenza. In merito al caso di Rogoredo, ha dichiarato: «qualsiasi strumentalizzazione è fuori luogo». Il vicepremier e ministro dei trasporti Matteo Salvini aveva già difeso l’agente coinvolto nel caso, ma Donzelli ha replicato a chi critica i commenti espressi: «Non si può dire adesso che erano sbagliati i commenti espressi sulla base di informazioni che gli organi di stampa avevano riportato sbagliate».
La questione richiede cautela, ha affermato Donzelli, spiegando che «la cautela è importante e rimane la stessa». Infine, ha ribadito la necessità di difendere le forze dell’ordine «come categoria sempre e comunque», distinguendo tra le responsabilità individuali di chi può commettere errori e il corpo nel suo insieme, il cui operato è fondamentale per la sicurezza pubblica.