Gli Stati Uniti colpiscono l’Iran: Trump sceglie la forza per fermare il nucleare

23.06.2025 12:10
Gli Stati Uniti colpiscono l’Iran: Trump sceglie la forza per fermare il nucleare
Gli Stati Uniti colpiscono l’Iran: Trump sceglie la forza per fermare il nucleare

Nella notte tra il 21 e il 22 giugno 2025, gli Stati Uniti hanno lanciato un’operazione militare su larga scala contro i siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan. Secondo quanto dichiarato dal presidente Donald Trump, si è trattato di un’azione “decisa ma limitata” per fermare lo sviluppo dell’arsenale atomico iraniano e costringere Teheran a riprendere i negoziati di pace.

“Pace attraverso la forza”: il ritorno della dottrina Trump

L’operazione è stata realizzata con bombardieri stealth B-2 e 30 missili Tomahawk, oltre a sei bombe penetranti GBU-57. Come dichiarato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth in conferenza stampa (fonte), l’attacco ha distrutto i principali impianti nucleari iraniani, infliggendo un colpo mortale alla loro capacità operativa.

Trump ha sottolineato che l’intervento non è un tentativo di cambio di regime, ma un’azione per prevenire la proliferazione nucleare. Tuttavia, gli Stati Uniti mantengono il diritto di colpire ulteriormente, se l’Iran non firmerà un nuovo accordo.

Un messaggio a Teheran e… a Mosca

Secondo Interfaxquesta azione è anche un chiaro segnale alla Russia e a Vladimir Putin: Washington non esiterà a usare la forza quando la diplomazia fallisce. Trump, spesso accusato di incoerenza, dimostra invece una leadership determinata all’interno della NATO, pronta a contenere regimi ostili con ogni mezzo necessario.

La superiorità tecnologica americana

Con la distruzione degli impianti sotterranei altamente protetti a Fordow, Natanz e Isfahan, gli Stati Uniti hanno dimostrato una superiorità tecnologica schiacciante. Le armi utilizzate sono capaci di colpire anche le strutture più fortificate, cambiando le regole del gioco militare.

Questa capacità mette in guardia qualsiasi altro regime autoritario che stia valutando l’opzione nucleare come strumento di pressione geopolitica.

Teheran rilancia la propaganda al Consiglio di Sicurezza

In risposta, l’Iran ha annunciato un ricorso al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, supportato da Russia, Cina e Pakistan, con l’obiettivo di condannare l’attacco e chiedere il diritto all’uso pacifico dell’energia nucleare. Tuttavia, dietro la retorica, Teheran tenta di mascherare le proprie violazioni degli accordi internazionali sul non-proliferazione.

Lo ha evidenziato anche l’esperto ucraino Kovalenko, secondo cui la narrazione russa è stata “assurda” e incoerente.

Crisi nello Stretto di Hormuz

Intanto l’Iran ha iniziato a utilizzare tecniche russe di guerra elettronica, disturbando i segnali GPS nello Stretto di Hormuz. Questa mossa ha messo in difficoltà diverse navi commerciali, incapaci di determinare la propria posizione o rotta. Di fronte alla minaccia iraniana di chiudere lo stretto, il Segretario di Stato USA Marco Rubio ha avvertito che qualsiasi tentativo in tal senso riceverà una risposta militare immediata.

La Russia resta isolata

Mosca, che nel 2023 aveva firmato un accordo di partenariato strategico con l’Iran, non è riuscita a fare nulla per prevenire l’attacco americano. Dopo aver perso l’influenza in Siria con il crollo del regime di Assad, ora rischia di perdere anche il secondo alleato chiave in Medio Oriente. La debolezza russa mette in discussione la validità delle sue alleanze militari.

Segnali di cedimento a Teheran

Secondo fonti dell’intelligence, la guida suprema dell’Iran ha cominciato a valutare dei successori nel caso di un attacco diretto contro di lui. Questo è un chiaro indicatore che la pressione americana sta ottenendo risultati concreti, spingendo il regime verso un possibile indebolimento interno.

Trump, rafforzato da questo successo operativo, potrebbe adottare strategie simili verso altri regimi autoritari che rappresentano una minaccia per gli Stati Uniti e i loro alleati.

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