Gli Stati Uniti pronti a un possibile attacco contro l’Iran nel fine settimana

19.02.2026 09:35
Gli Stati Uniti pronti a un possibile attacco contro l'Iran nel fine settimana

Possibile attacco statunitense all’Iran imminente, secondo fonti della Casa Bianca

Negli Stati Uniti si stanno intensificando le manovre militari in Medio Oriente, con un dispiegamento di mezzi tali da poter avviare un attacco all’Iran già questo fine settimana, se il presidente Donald Trump decidesse di ordinarlo. Tuttavia, secondo varie fonti vicine alla Casa Bianca, non è stata ancora presa una decisione definitiva. La situazione rimane tesa, con un alto rischio di escalation, riporta Attuale.

La preparazione di un attacco sembra essere più seria rispetto a precedenti azioni condotte all’inizio di gennaio contro il Venezuela, durato solo poche ore. Secondo il Wall Street Journal, gli Stati Uniti non avevano così tanta potenza aerea in Medio Oriente dopo l’invasione dell’Iraq nel 2003, sebbene attualmente siano dispiegati solo decine di aeromobili, rispetto ai centinaia di quel tempo.

L’accumulo di forze militari è iniziato a metà gennaio, quando Trump ha emesso minacce all’Iran durante le proteste interne. Negli ultimi giorni, il potenziale di un’operazione complessa è aumentato rapidamente. Le basi statunitensi più coinvolte sono quelle di Muwaffaq Salti in Giordania e Prince Sultan in Arabia Saudita, dove sono stati schierati numerosi caccia, tra cui i moderni F-35, F-15 e F-16, oltre a droni e aerei per supporto e rifornimento.

Nel frattempo, la marina statunitense ha inviato 13 navi da guerra nel Mediterraneo orientale e nel mare Arabico, inclusa la portaerei USS Abraham Lincoln. Un’altra portaerei, la USS Gerald R. Ford, sta dirigendosi verso il Mediterraneo, avvicinandosi allo stretto di Gibilterra. Questa nave, considerata la più avanzata del mondo, era già stata impiegata nell’attacco contro il Venezuela.

Le difese aeree statunitensi nelle basi del Medio Oriente sono state rafforzate contro possibili ritorsioni iraniane. Attualmente, si stima che gli Stati Uniti dispongano di tra i 30 e i 40 mila soldati nella regione.

Trump ha ribadito che l’Iran dovrà soddisfare tre condizioni per evitare un attacco: abolire il programma nucleare, ridurre l’arsenale missilistico e cessare il supporto a milizie operative in Medio Oriente. Contestualmente, sono continuati i negoziati tra delegati statunitensi e iraniani per cercare una soluzione diplomatica, sebbene i progressi siano stati limitati. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha fornito all’Iran un termine di due settimane per presentare una posizione negoziale, nonostante ciò non escluda un attacco imminente.

Un attacco all’Iran costituirebbe il settimo intervento militare statunitense sotto la presidenza di Trump e il secondo contro Teheran, dopo l’intervento dello scorso giugno in cooperazione con Israele. Alcune fonti indicano che Israele potrebbe unirsi agli Stati Uniti in un’eventuale operazione militare.

In risposta alle crescenti tensioni, l’Iran ha mobilitato le sue forze militari, compresi i Guardiani della Rivoluzione, e ha intensificato le difese intorno ai suoi impianti nucleari. Pur avendo subito perdite significative a causa di bombardamenti recenti, l’Iran conserva un rispettabile arsenale missilistico, capace di colpire sia Israele che le basi statunitensi nella regione.

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