Vittoria storica dell’opposizione in Ungheria: Viktor Orbán sconfitto dopo 16 anni di governo
Viktor Orbán ha subito una cocente sconfitta alle recenti elezioni ungheresi, segnando un cambio radicale dopo 16 anni al potere. Il leader dell’opposizione, Péter Magyar, ha avuto la meglio, segnando un’importante transizione politica nel paese, riporta Attuale.
La sconfitta di Orbán è emersa chiaramente durante il suo tour elettorale, dove la sua popolarità ha mostrato segni di indebolimento, specialmente in contrasto con l’affluenza di sostenitori di Magyar, che ha incluso un affollato comizio a Székesfehérvár, la città natale di Orbán. Le ultime settimane hanno visto un aumento della contestazione contro il primo ministro, evidenziato da video virali che mostrano la sua reazione a fischi durante un comizio.
Secondo l’analisi del professore ungherese László Bruszt, la perdita di Orbán può essere attribuita al crollo delle “fondamenta economiche dell’illiberalismo”, caratterizzate da una crescente insoddisfazione per le condizioni di vita. L’Ungheria ha vissuto un deterioramento economico sotto la sua amministrazione, con una crescita tra le più basse dell’Europa centrale e tassi di disoccupazione che hanno raggiunto i massimi del decennio.
I modelli economici di Orbán, che prevedevano forti sussidi e controlli sui prezzi, non si sono ripresi dalla pandemia di Covid-19. Il governo ha dovuto far fronte alla scarsità di fondi europei, bloccati a partire dal 2022 a causa delle politiche illiberali, portando a un aumento dei malcontenti tra la popolazione ungherese.
La campagna di Magyar si è concentrata sulla denuncia della corruzione e sulle problematiche economiche, eludendo argomenti ideologici più divisivi. Un’affermazione chiave è stata il raddoppio del prezzo della paprika, una spezia fondamentale nella cucina ungherese, a simboleggiare l’impatto dell’inflazione sulle famiglie.
Orbán ha cercato di ripetere la strategia vincente delle elezioni del 2022, utilizzando come spauracchio la guerra in Ucraina. Tuttavia, questa volta ha accusato Magyar di voler coinvolgere l’Ungheria nel conflitto, una strategia che ha avuto un effetto controproducente, dato il crescente malcontento verso le sue relazioni con la Russia e il sostegno a Donald Trump.
La competizione per il predominio dell’informazione sui social media ha rappresentato un altro fattore cruciale, con Magyar che ha utilizzato Facebook per superare Orbán in interazioni e copertura. La strategia di Magyar di presentarsi come una alternativa moderata ma decisa ha ottenuto consensi anche tra gli elettori tradizionalmente pro-Orbán, specialmente nelle aree rurali.
Orbán ha accettato la sconfitta, ma la transizione di potere potrebbe non essere semplice, dato il significativo controllo che il suo governo ha esercitato sui vari settori dello stato e dell’economia. Con una maggioranza parlamentare oltre i due terzi, Magyar avrà l’opportunità di apportare cambiamenti significativi, compresa la revisione della Costituzione.