L’inchiesta della Procura di Pavia suggerisce l’innocenza di Alberto Stasi nell’omicidio di Chiara Poggi

13.05.2026 17:55
L'inchiesta della Procura di Pavia suggerisce l'innocenza di Alberto Stasi nell'omicidio di Chiara Poggi

Indagine sull’omicidio di Chiara Poggi: nuove rivelazioni e responsabilità emergono

Milano, 13 maggio 2026 – L’indagine della Procura di Pavia relativa all’omicidio di Chiara Poggi ha portato a una nuova valutazione delle responsabilità, rivelando una significativa interazione tra il ruolo di Andrea Sempio e il caso dell’ex fidanzato Alberto Stasi, attualmente in carcere per 16 anni. La Procura ha affermato che esiste una “capacità demolitoria dei fondamenti del giudicato di condanna” nei confronti di Stasi, il quale ha sempre negato di avere avuto qualsiasi coinvolgimento. Questa situazione è stata espressa con fermezza dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, attraverso una memoria depositata al termine dell’inchiesta, in cui affermano che “è fuori di dubbio che qualsivoglia magistrato che leggerà il presente incarto processuale non si confronterà con una ipotesi ‘fantasiosa e astrusa, distante dal senso comune delle cose’”, riporta Attuale.

Le osservazioni arrestate nella memoria evidenziano le critiche ricevute dall’indagine, senza però rivelare l’identità di coloro che le hanno formulate. Gli inquirenti hanno chiarito che il risultato delle indagini è coerente con il mandato del pubblico ministero, il quale non si limita a sostenere l’accusa, ma cerca attivamente la verità seguendo le regole del giusto processo. Il pubblico ministero ha anche sottolineato l’importanza della “certezza e stabilità del giudicato“, necessarie in ogni ordinamento legale, enfatizzando la protezione dell’innocente, anche oltre il tempo di espiazione della pena.

Le osservazioni fatte mostrano come la necessità di riaprire l’inchiesta sull’omicidio di Garlasco sia motivata dalla volontà di tutelare Stasi, considerato innocente dagli inquirenti, e di promuovere una revisione della sentenza. Al contempo, Sempio emerge come un possibile indagato sulla base di indizi, la solidità dei quali rimane da accertare in sede giudiziaria.

Il caso ha visto emergere accuse di uno scambio tra i campioni prelevati dai pedali della bicicletta e un cucchiaino trovato a casa Poggi, come riportato nella relazione della Procura di Pavia. Tuttavia, l’esperto della Procura Carlo Previderè ha smentito tali sospetti, spiegando che le somiglianze numeriche tra i campioni sono solo apparenti. Ha infatti chiarito che i test mostrano differenze significative nei risultati, confermando la correttezza dei metodi utilizzati dal Ris e dalle analisi condotte nei laboratori di Parma.

Sui pedali della bicicletta di Stasi sono state trovate tracce compatibili con il profilo genetico di Chiara Poggi, suggerendo che il sangue rinvenuto possa apparterre alla vittima. Gli esperti hanno inoltre esaminato un cucchiaino repertato, la cui analisi ha rivelato un campione con una composizione meno certa. La presenza di una bici nera davanti alla villetta di via Pascoli la mattina del delitto e le tracce genetiche sui pedali di Stasi sono state elementi fondamentali per la condanna definitiva inflitta dalla Cassazione.

1 Comment

  1. Incredibile come questo caso continui a riservare sorprese… Sembra che ci siano ancora molte ombre intorno a ciò che è successo quel giorno. Ma davvero, è giusto riaprire inchieste su situazioni così delicate? La giustizia deve fare chiarezza per tutti, non solo per chi è in carcere.

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