Ritiro dei Bombardieri Statunitensi da Fairford: Nuove Minacce Dopo Arresti
Domenica, il dipartimento della Difesa statunitense ha annunciato il ritiro di tutti i bombardieri dalla base aerea di Fairford, situata nel sud-ovest dell’Inghilterra. Questa base, oltre ad essere utilizzata dalla Royal Air Force (RAF) britannica, era impiegata dall’aviazione statunitense anche per attacchi contro l’Iran, riporta Attuale.
Le motivazioni ufficiali del ritiro non sono state fornite. Tuttavia, la decisione è giunta una settimana dopo gli arresti legati a un presunto piano di attacco contro la struttura. Secondo un funzionario statunitense citato da CNN, il ritiro è stato indotto da una nuova minaccia, i dettagli della quale non sono stati resi pubblici.
Tra la notte del 26 e del 27 settembre, cinque cittadini britannici, di età compresa tra 23 e 25 anni, sono stati arrestati nei pressi della base e rilasciati su cauzione il giorno seguente. La polizia non ha ancora fornito chiarimenti sui motivi di tali arresti o sulla reale intenzione delle persone coinvolte. Inoltre, un altro uomo, di 25 anni, con doppia cittadinanza britannica e iraniana, è stato arrestato due giorni prima con sospetti legami con il piano e rilasciato su cauzione sabato. Le indagini su tutti e sei i soggetti sono ancora in corso.
Fairford è da tempo oggetto di manifestazioni di protesta, poiché utilizzata per operazioni a lungo raggio contro l’Iran. Il primo ministro britannico Andy Burnham ha recentemente dichiarato che sono emersi indizi di un possibile coinvolgimento dell’Iran nel presunto piano di attacco. Il governo iraniano ha respinto le accuse come infondate e ha convocato l’ambasciatore britannico a Teheran per presentare una protesta ufficiale.
Va sottolineato che la base di Fairford è autorizzata a supportare attacchi contro obiettivi iraniani, specificamente in risposta a minacce alle navi nello stretto di Hormuz. Tuttavia, il dipartimento della Difesa statunitense ha precisato che i bombardieri rimangono operativi e in grado di svolgere missioni, anche partendo direttamente dagli Stati Uniti. Pertanto, il ritiro dalla base inglese non implica necessariamente la cessazione del loro impiego nella guerra in corso.