Guerra in Iran, Tajani e Crosetto al Parlamento: «Informati dopo l’inizio delle operazioni»

02.03.2026 16:25
Guerra in Iran, Tajani e Crosetto al Parlamento: «Informati dopo l'inizio delle operazioni»

L’audizione urgente in commissione di Camera e Senato ha visto i ministri della Difesa e degli Esteri discutere sulla guerra in Iran, scoppiata il 28 febbraio con l’uscita di scena di Ali Khamenei. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato che potrebbero essere riviste le normative per il dispiegamento dei militari in situazioni di emergenza, mentre il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, ha confermato che attualmente sono presenti 70.000 italiani nell’area, riporta Attuale.

L’audizione dei ministri Tajani e Crosetto, avvenuta il 2 marzo, ha suscitato grande attesa. Tajani ha affrontato le polemiche sull’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, in particolare riguardo a quando l’Italia fosse stata informata dell’attacco a Teheran che ha portato alla morte di Khamenei e di altri leader sciiti. «Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non avere ricevuto alcun avvertimento preventivo», ha spiegato, aggiungendo che l’Italia, insieme a Germania e Polonia, è stata edotta solo dopo l’inizio delle operazioni. Ha inoltre dichiarato che i Pasdaran sono considerati un’organizzazione terroristica e spera in una «transizione pacifica» in Iran.

Gli Italiani nell’area sono 70mila

Secondo Tajani, dei 70.000 italiani presenti, 20.000 risiedono in Israele e circa 500 in Iran. Ha ribadito che attualmente «non ci sono italiani coinvolti negli attacchi, né civili né militari», segnalando l’avvio delle evacuazioni. Tra questi, 200 studenti minorenni da Milano torneranno in Italia domani con un volo civile finanziato dagli Emirati Arabi Uniti.

Inoltre, la Farnesina ha comunicato che un volo charter con 127 cittadini italiani bloccati in Oman è in partenza oggi. La compagnia Etihad sta organizzando brevi aperture dell’aeroporto di Abu Dhabi, con ulteriori spazi aerei che si apriranno nei prossimi giorni, facilitando il rientro degli italiani che lo desiderano.

Crosetto: «Rivedere le norme sul dispiegamento dei militari»

Il ministro della Difesa, Crosetto, tornato da Doha dove era momentaneamente bloccato, ha fornito un’analisi dettagliata della situazione. Ha sottolineato l’ampiezza della crisi in corso, evidenziando che gli attacchi mirano a colpire i centri di comando e i sistemi missilistici. Le prime ondate di attacchi hanno avuto come obiettivo Teheran, partendo dal sud della capitale. Le autorità israeliane hanno descritto l’offensiva come un’azione preventiva contro una minaccia esistenziale.

In risposta, Teheran ha colpito «Israele e tutti gli assetti statunitensi nella regione», inclusi i paesi arabi che non avevano permesso l’uso delle proprie basi. Crosetto ha espresso la necessità di rivedere le normative sul dispiegamento dei militari in situazioni di emergenza e ha manifestato preoccupazione per i potenziali impatti sui prezzi dell’energia, dato che attraverso lo Stretto di Hormuz transita il 20% del petrolio mondiale.

La posizione politica è chiara: Tajani ha ribadito il supporto dell’Italia e dell’Unione Europea nella gestione della crisi. Ha segnalato che le decisioni di Stati Uniti e Israele sono state assunte autonomamente e che l’Italia è stata avvisata solo successivamente, sottolineando l’urgenza di mantenere una linea unitaria con i partner europei.

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