Hugo Dixon: «I timori per l’euro sono esagerati, bloccare il supporto all’Ucraina sarebbe un rischio maggiore»

14.12.2025 06:35
Hugo Dixon: «I timori per l’euro sono esagerati, bloccare il supporto all’Ucraina sarebbe un rischio maggiore»

Hugo Dixon propone l’uso degli asset russi congelati per sostenere l’Ucraina

Hugo Dixon, commentatore per «Reuters» ed ex columnist del «Financial Times», propone di utilizzare gli asset russi congelati in Europa come garanzia per un prestito destinate all’Ucraina, che verrebbe rimborsato tramite eventuali riparazioni di guerra da parte russa, riporta Attuale.

Dixon evidenzia che l’idea di un prestito per riparazioni è stata concepita due anni fa, in risposta alla mancanza di volontà politica per confiscare gli asset russi. Secondo la legge internazionale, la Russia è obbligata a pagare riparazioni per la sua invasione illegale dell’Ucraina. Tuttavia, il processo legale per stabilire le riparazioni richiederà anni, mentre l’Ucraina ha bisogno di fondi immediatamente per evitare di diventare un vassallo della Russia. Un prestito ponte è quindi essenziale fino a quando un tribunale internazionale possa emettere una sentenza definitiva.

Valerie Urbain, direttrice di Euroclear, dove sono custoditi gli asset russi, ha espresso preoccupazioni riguardo alla premessa del prestito, avvertendo che potrebbe essere percepito come una confisca, nonostante Dixon affermi che la proprietà degli asset rimarrebbe intatta. «Se realmente credono sia una confisca, dovrebbero spiegarne i motivi invece di alimentare la percezione», ha dichiarato Dixon, sostenendo che il prestito non altererebbe la titolarità degli asset russi.

Dixon ha sottolineato che il rischio per la stabilità dell’euro è legato all’incapacità dell’Europa di sostenere l’Ucraina. “Se l’Europa fallisce nel sostenere l’Ucraina, Putin potrebbe dirigere la sua attenzione verso altre aree d’Europa, aumentando così la necessità di investire in difesa, il che potrebbe risultare mortale per l’euro”, ha avvertito.

In conclusione, Dixon ha esortato all’azione immediata, sottolineando che i costi del non fare nulla superano quelli del seguire la sua proposta. «Agire è urgente», ha concluso, esprimendo la convinzione che il supporto all’Ucraina rappresenti un interesse cruciale per l’Europa.

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