Nuove rivelazioni sui legami di Jeffrey Epstein con Israele
Documenti processuali rivelano legami ambigui tra il consulente finanziario statunitense Jeffrey Epstein e figure di spicco in Israele. Le nuove informazioni emergono dai cosiddetti “Epstein files”, che mostrano relazioni intricate e talvolta sospette con personalità israeliane influenti, riporta Attuale.
Le teorie che circondano Epstein suggeriscono che potesse avere legami con il Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana. Le sue frequentazioni con persone famose e potenti, unite a presunti favori, alimenterebbero l’ipotesi di una collaborazione con i servizi segreti. Sebbene non ci siano prove concrete che Epstein fosse una spia, le circolari delle sue attività continuano a sollevare interrogativi.
Gli Epstein files comprendono documenti raccolti durante il processo a Epstein, condannato nel 2008 per sfruttamento sessuale di minorenni e arrestato nuovamente nel 2019, prima di suicidarsi in carcere. I suoi legami con l’élite globale hanno sollevato sospetti e teorie del complotto, con il Congresso degli Stati Uniti che ha approvato recentemente la pubblicazione dei documenti per fare chiarezza.
Un legame significativo è quello con Ehud Barak, ex primo ministro israeliano. I file mostrano numerose email tra Epstein e Barak, insieme alla moglie di quest’ultimo, Nili Priel Barak. Epstein mise a disposizione un appartamento a New York per la coppia, utilizzato come se fosse di proprietà loro. Le interazioni fra Epstein e i Barak, note da tempo, sono state approfondite dalla pubblicazione recente, accendendo polemiche in seno alla politica israeliana.
Gli ex inquilini dell’appartamento hanno fatto ripetute richieste di servizio, come procurarsi la spesa da esclusivi punti vendita e installare internet ad alta velocità, evidenziando la loro familiarità con Epstein. La fine dell’utilizzo dell’appartamento coincide con l’arresto di Epstein nel 2019, mentre Barak ha cercato di minimizzare la loro associazione negli anni successivi.
Il complesso di appartamenti gestito da Epstein serviva a mantenere relazioni, con unità dedicate a “ospiti” e altre presumibilmente per “ragazze”, figure giovani impiegate per favorire gli ospiti ai festini. Epstein cercò di sfruttare il suo rapporto con Barak per organizzare un incontro con il presidente russo Vladimir Putin, tentativo non andato a buon fine.
Le rivelazioni hanno provocato polemiche politiche, con Netanyahu che accusa Barak di voler minare la democrazia israeliana dichiarando che le loro interazioni non devono essere interpretate come accuse di spionaggio. Le voci sulla presunta spia continuano a circolare, nonostante il rigoroso diniego degli ex funzionari israeliani, compreso l’ex premier Naftali Bennett.
Epstein, cresciuto in una comunità ebraica, ha legami storici con l’élite politica e finanziaria, rendendo la sua figura oggetto di sospetti sin da vivo. La sua ex compagna Ghislaine Maxwell, attualmente in prigione, ha alimentato ulteriormente le speculazioni sulla possibile connessione di Epstein con i servizi segreti, un tema controverso e senza prove definitive.
Infine, Epstein ha effettuato ingenti investimenti in startup israeliane e donazioni a organizzazioni molto vicine al governo, pianificate nell’intento di consolidare la sua influenza. Le sue contribuzioni ammontano a decine di migliaia di dollari, come parte di una strategia più ampia di creazione di alleanze e mantenimento di relazioni all’interno dell’élite.