I raid russi sui data center ucraini mettono a rischio i servizi digitali e gli allarmi aerei

25.09.2026 23:45
I raid russi sui data center ucraini mettono a rischio i servizi digitali e gli allarmi aerei

Attacchi russi a infrastrutture digitali in Ucraina

Le ultime offensive russe contro i centri dati e i fornitori di servizi in Ucraina hanno aperto un nuovo fronte nella guerra in corso, minacciando non solo l’approvvigionamento energetico, ma anche le comunicazioni essenziali per cittadini, aziende e amministrazioni. Recentemente, circa 100 mila famiglie a Kiev e nelle aree circostanti hanno subito interruzioni temporanee della connessione, come riportato dal ministero della Trasformazione digitale, riporta Attuale.

Questi attacchi, che hanno colpito aziende come Utels, Cityhost e MiroHost, mirano a compromettere la rete internet del paese. Datagroup ha segnalato danni significativi, con servizi trasferiti su siti di backup per mitigare le perdite. Inoltre, mercoledì, un centro dati che ospitava il quartier generale della campagna elettorale di Volodymyr Zelensky è stato colpito, aggiungendo ulteriore pressione sulle già precarie infrastrutture ucraine.

Il Cremlino ha dimostrato di avere le telecomunicazioni nel mirino; tuttavia, la nuova strategia è concentrata sugli attacchi ai centri di elaborazione dati e ai nodi di rete, causando interruzioni significative a numerosi servizi online. Dall’inizio di luglio, Kiev ha avviato la sua campagna di attacchi mirati contro le infrastrutture energetiche russe, al fine di ridurre le entrate che finanziano gli sforzi di guerra di Mosca. Il ministro della Difesa russo ha affermato che i centri attaccati forniscono supporto vitale alle forze ucraine. D’altro canto, il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ha denunciato l’offensiva come un attacco alle infrastrutture civili e criticato la conseguente interruzione degli avvisi di attacco aereo, fondamentali per la protezione dei cittadini.

La situazione è particolarmente critica per una nazione fortemente digitalizzata, in cui banche, pagamenti e servizi pubblici dipendono da una rete internet affidabile. L’app e il portale Diia, tramite i quali gli ucraini accedono a documenti e servizi, rappresentano un esempio significativo dell’integrazione tecnologica nel paese. Prima del conflitto, l’Ucraina ha anche stabilito la piena equivalenza legale dei passaporti digitali rispetto a quelli cartacei, posizionandosi come leader nell’uso di strumenti digitali in guerra.

Sebbene le autorità ritengano improbabile un blackout digitale totale, la vulnerabilità del sistema rimane alta. Anatolii Frolenkov, rappresentante del punto di interscambio di internet 1-IX, ha sottolineato che i fornitori di servizi possono attenuare i danni duplicando le infrastrutture e mantenendo percorsi di comunicazione alternativi. Tuttavia, le risorse finanziarie limitate di molti operatori possono lasciare il sistema esposto a future interruzioni e ritardi nelle comunicazioni.

Intanto, un incendio ha colpito una stazione terrestre Starlink in Polonia, suscitando preoccupazioni riguardo a possibili atti di sabotaggio. Il ministro degli Affari digitali polacco, Krzysztof Gawkowski, ha definito la situazione una “guerra ibrida e di sabotaggio”, sebbene le responsabilità non siano ancora chiare. Il primo ministro Donald Tusk ha invitato a esaminare con attenzione gli eventi, esprimendo preoccupazione per la gravità della situazione.

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