Furto di 5,6 miliardi di euro da Binance: attacco informatico orchestrato in più fasi, riporta Attuale.
Binance, la maggiore piattaforma mondiale di scambio di criptovalute, ha comunicato i risultati preliminari delle indagini sul grave attacco informatico subito nella notte tra giovedì e venerdì. Il furto ha comportato la sottrazione di criptovalute per un valore complessivo di 5,6 miliardi di euro. Circa la metà dei fondi rubati è stata congelata e sarà recuperata, mentre il resto dovrà essere risarcito dalla piattaforma stessa.
Secondo le informazioni fornite, l’attacco è stato eseguito in diverse fasi e ha utilizzato varie metodologie, tra cui il download di un file sul computer di un dipendente, una violazione di un software interno e tecniche di ingegneria sociale che hanno ingannato un lavoratore facendolo credere di interagire con persone benintenzionate.
L’operazione criminale è iniziata nel giugno 2026, quando un dipendente, identificato come “ingegnere A”, ha scaricato un file manomesso contenente malware sul suo computer aziendale. Nonostante il team di sicurezza di Binance abbia prontamente rilevato l’anomalia, sostituendo il computer e cambiando le credenziali di accesso, i criminali hanno già acquisito informazioni sul ruolo di ingegnere A e dei suoi colleghi.
Nel mese di settembre, un altro dipendente, chiamato “ingegnere B”, è stato contattato tramite una piattaforma di annunci di lavoro da un individuo che si presentava come un responsabile di progetto di una società inesistente. I colloqui hanno coinvolto un falso addetto alle risorse umane e un presunto amministratore delegato, con l’obiettivo di costruire un rapporto di fiducia con ingegnere B. Il finto responsabile ha condiviso profili social contenenti foto e video personali per abbattere le difese del dipendente.
Durante il secondo colloquio, ingegnere B è stato invitato a scaricare un file, che si rivelava contenere un malware capace di eseguire operazioni non autorizzate. Binance ha affermato che il malware impiegava tecniche sofisticate per eludere i controlli di sicurezza, sostituendo gli strumenti aziendali con applicazioni controllate dai criminali. Inoltre, le tracce dell’operazione sono state abilmente nascoste.
Attraverso la violazione del computer di ingegnere B, gli hacker hanno poi ottenuto accesso ai dispositivi di ingegnere A e di un terzo dipendente, “ingegnere C”, utilizzando uno strumento aziendale basato sull’intelligenza artificiale.
Il 29 ottobre gli hacker hanno utilizzato le credenziali rubate a ingegnere A per installare un programma sul computer di ingegnere C, ottenendo accesso a vari “hot wallet”, portafogli digitali connessi a Internet, impiegati per conservare e movimentare criptovalute. Binance ha fornito dettagli sulle criptovalute sottratte, specificando tipologie e quantità.
La piattaforma ha reagito rapidamente ai trasferimenti sospetti, cercando di bloccarli, ma la sospensione dei prelievi non è stata efficace. I criminali hanno sfruttato un tipo di autorizzazione particolare per movimentare Ethereum, operando in modo indipendente dalle consuete procedure di Binance. Per fermare il flusso, la piattaforma ha dovuto ottenere ulteriori autorizzazioni, rallentando l’intervento.
In risposta al furto, Binance ha implementato numerose misure correttive: ha ricostruito il sistema dei portafogli digitali, modificato gli strumenti interni di intelligenza artificiale, e rafforzato i controlli sugli accessi. Sono stati anche sostituiti i dispositivi coinvolti nell’attacco e sono stati effettuati ampi controlli di sicurezza.
L’FBI ha attribuito l’attacco a un gruppo di hacker legato al regime della Corea del Nord. Binance ha dichiarato di aver identificato e prevenuto 57 attacchi informatici sospetti associati alla Corea del Nord nel 2026, utilizzando tecniche simili a quelle adottate nell’ultimo furto, quali colloqui di lavoro fasulli e software manipolati.