I trumpiani più convinti non vogliono attaccare l’Iran

19.06.2025 18:46
I trumpiani più convinti non vogliono attaccare l’Iran

Divisione tra i sostenitori di Trump sulla possibilità di un attacco all’Iran

La questione se gli Stati Uniti possano intraprendere un attacco contro l’Iran al fianco di Israele, aprendo così le porte a un nuovo conflitto in Medio Oriente, sta generando una profonda spaccatura all’interno della destra americana. Un recente episodio, che ha visto protagonista il giornalista conservatore Tucker Carlson e il senatore Repubblicano Ted Cruz, illustra perfettamente questa divisione. Durante un’intervista, Carlson ha messo in difficoltà Cruz, chiedendogli quanti abitanti ci siano in Iran, domande a cui Cruz non è stato in grado di rispondere. Questo scambio di opinioni ha scatenato un acceso dibattito online, riporta Attuale.

Le dichiarazioni di Donald Trump, che hanno suggerito la possibilità di un attacco contro l’Iran, sembrano aver impattato ulteriormente le dinamiche interne del partito. Mercoledì alla Casa Bianca, Trump ha lasciato intendere un’azione imminente, pur lasciando la questione in una zona d’ombra: «Potrei farlo, potrei non farlo: nessuno sa cosa farò», ha dichiarato, lasciando i suoi sostenitori in una sorta di limbo decisionale.

MAGA
Carlson rappresenta l’ala più populista e isolazionista del movimento trumpiano, un gruppo che si identifica con il motto MAGA (Make America Great Again) e che si oppone fermamente a un intervento militare in Iran. Questa fazione ha respinto nettamente le politiche tradizionali del Partito Repubblicano, sostenendo che Trump debba evitare di coinvolgersi in conflitti esteri. Steve Bannon, ex consulente di Trump e figura influente tra i MAGA, ha avvertito dei pericoli di una nuova guerra, ricordando il fallimento dell’invasione dell’Iraq nel 2003.

Allo stesso modo, la deputata Marjorie Taylor Greene ha espresso su X che coloro che spingono per un impegno completo degli Stati Uniti nella guerra Israele-Iran non possono definirsi davvero come sostenitori dell’America First o del movimento MAGA.

Molti membri del movimento MAGA richiamano alla mente quanto promesso da Trump, il quale aveva dichiarato la sua intenzione di porre fine alle politiche interventiste che avevano caratterizzato il GOP prima della sua ascesa, politiche che avevano portato a gravi conflitti come la guerra al terrore e le invasioni di Afghanistan e Iraq.

Trump ha recentemente riaffermato queste posizioni in un discorso a Riad, sottolineando che la trasformazione del mondo arabo non è avvenuta grazie agli interventi occidentali. Ha descritto gli interventismi come un fallimento, affermando che i neocon hanno devastato più nazioni di quante ne abbiano costruito, avendo agito senza comprendere le dinamiche interne dei paesi invasi.

Non MAGA
Dopo il recente attacco di Israele all’Iran, Trump ha iniziato a riconsiderare la sua posizione anti-interventista, in parte a causa del supporto incondizionato verso il governo di Benjamin Netanyahu e in parte perché i primi successi militari di Israele hanno alimentato l’idea che un intervento potrebbe portare a risultati positivi. Inoltre, la coalizione di Trump si è modificata nel tempo, accogliendo molti Repubblicani tradizionali che non hanno mai completamente rinnegato il loro passato neoconservatore.

Fox News ha giocato un ruolo cruciale nel presentare il coinvolgimento di Israele come un’operazione di successo, creando aspettative di una rapida vittoria. Mark Levin, presentatore di Fox News, ha esortato i sostenitori di Trump a non lamentarsi delle guerre interminabili, osservando che Israele potrebbe porre fine a tale situazione, un’opinione non condivisa da molti esperti.

Nonostante la consapevolezza di Trump della frattura tra i suoi sostenitori, ultimamente ha cercato di minimizzare le divergenze, sottolineando che ci sono ancora molte persone entusiaste di ciò che sta accadendo e sorprendendosi con gioia per la situazione attuale.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere