I Windsor celebrano il Commonwealth mentre il Canada sostiene la rimozione di Andrea dalla successione

08.03.2026 17:36
I Windsor celebrano il Commonwealth mentre il Canada sostiene la rimozione di Andrea dalla successione

Il Commonwealth Day segna un turning point per il principe Andrea

A Westminster Abbey, la famiglia reale britannica celebra il Commonwealth Day, un evento cruciale nell’agenda di Windsor volto a rafforzare il legame con le ex colonie. Dal Canada, il premier Mark Carney critica aspramente l’ex principe Andrea, suggerendo che la sua rimozione dalla successione è «necessaria» a seguito delle recenti rivelazioni sui documenti Epstein, riporta Attuale.

Un anno fa, durante il Commonwealth Day 2025, Carlo III espresse solidarietà verso il Canada, in seguito alle minacce del presidente americano Donald Trump che ipotizzava l’annessione del Paese. Carney, ex governatore della Bank of England, ha definito «deplorevole» il comportamento di Andrea e, nonostante la sua attuale ottava posizione nella linea di successione, la questione resta delicata. Andrea è ancora considerato tra i «Counsellors of State», che potrebbero sostituirsi al sovrano in caso di malattia.

La camera dei Comuni di Londra è attualmente impegnata nel rimuovere Andrea dalla successione, ma essendo re Carlo anche sovrano di 14 Paesi del Commonwealth, è necessario il consenso delle ex colonie. Finora, oltre al Canada, anche Australia e Nuova Zelanda si sono espresse in favore della sua esclusione dalla linea di successione.

Il premier australiano Anthony Albanese, noto per il suo supporto a un referendum pro-repubblica, ha già dichiarato che il suo governo appoggerebbe qualsiasi iniziativa per rimuovere Andrea dalla successione. Anche il premier neozelandese Christopher Luxon ha affermato che supporterebbe la decisione del governo britannico in merito.

In un’ulteriore nota significativa, per la prima volta la BBC non trasmetterà in diretta il rito da Westminster Abbey, dove sono attesi re Carlo, Camilla e altri membri della famiglia reale. Questa decisione è ufficialmente motivata da ragioni di costi, ma solleva interrogativi sul futuro della monarchia britannica e sul suo grado di rilevanza nelle ex colonie.

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