Le elezioni presidenziali in Colombia: una sfida tra estremismi
Il ballottaggio per le elezioni presidenziali in Colombia, che si svolgerà domenica, vede contrapposti due candidati con posizioni politiche diametralmente opposte. Da un lato, Abelardo de la Espriella, ex avvocato e leader di un movimento di estrema destra che si ispira a figure come Donald Trump, il presidente argentino Javier Milei e il presidente salvadoregno Nayib Bukele. Dall’altro, Iván Cepeda, senatore con formazione marxista e candidato di continuità rispetto all’attuale presidente Gustavo Petro, il primo di sinistra nella storia del paese, riporta Attuale.
La campagna elettorale è stata caratterizzata da un acceso scontro tra i due candidati, che hanno dibattuto su temi cruciali come economia, sicurezza e lotta al narcotraffico. De la Espriella ha ottenuto il 43,7% dei voti al primo turno, superando Cepeda, che si è fermato al 40,9%, mentre altri candidati più moderati hanno ricevuto percentuali significativamente inferiori.
De la Espriella, 47 anni e leader del partito “Difensori della Patria”, ha impostato la sua campagna sul rifiuto delle politiche dei governi precedenti, in particolare di quelle di Petro. Presentatosi come “l’uomo nuovo” della politica colombiana, il suo messaggio è fortemente militarizzato e punta a risolvere i problemi di sicurezza con approcci drastici. Propone di abbandonare ogni trattativa con i gruppi guerriglieri e di promuovere operazioni militari, sostenute dagli Stati Uniti, nel suo territorio. Tra le misure drastiche, ha in programma la costruzione di dieci megacarceri e la distruzione di 3.300 chilometri quadrati di coltivazioni di cocaina, anche attraverso fumigazioni aeree, nonostante i rischi per la salute e l’ambiente.
Cepeda, 63 anni e candidato del Pacto Historico, propone un approccio differente, puntando su una “pace totale” basata su accordi con bande criminali e gruppi armati e sulla lotta alle cause strutturali della violenza. Per quanto riguarda le coltivazioni di coca, propone sovvenzioni e investimenti per incentivare la loro sostituzione con progetti agricoli tradizionali.
In ambito economico, Cepeda intende implementare riforme sociali per ridurre la disuguaglianza, attraverso sussidi per i più poveri e aumenti delle tasse per i ricchi. Il suo piano include anche una riforma agraria e l’eliminazione delle assicurazioni sanitarie private a favore di un sistema pubblico. Al contrario, De la Espriella si oppone a tali interventi, sostenendo che la sinistra stia abituando i colombiani a vivere a spese dello stato, e punta a ridurre al minimo l’intervento pubblico, promuovendo l’iniziativa privata e l’intensificazione dello sfruttamento delle risorse naturali.
Le differenze politico-estere sono altrettanto nette: De la Espriella mira a rafforzare i legami con Stati Uniti e Israele, proponendo un allineamento con paesi latinoamericani di destra, mentre Cepeda punta al multilateralismo e a buone relazioni con governi progressisti. Inoltre, mentre De la Espriella propone di ritirare la Colombia da diverse organizzazioni internazionali, Cepeda lavora per riaffermare l’autonomia nazionale.
Infine, anche le loro scelte di candidati alla vicepresidenza sottolineano le loro distinte visioni: mentre Cepeda ha scelto Aida Quilcué, una donna indigena attivista per i diritti civili, De la Espriella ha optato per José Manuel Restrepo, un economista con esperienza ministeriale nel governo conservatore di Iván Duque, creando una netta contrapposizione nelle rispettive immagini pubbliche e nei loro stili comunicativi.