Il cibo a Gaza è insufficiente

28.07.2025 14:45
Il cibo a Gaza è insufficiente

La situazione umanitaria a Gaza e l’impatto delle recenti consegne di cibo

Le recenti forniture di cibo e beni essenziali che Israele ha autorizzato ad entrare nella Striscia di Gaza sono state giudicate insufficienti per soddisfare i bisogni della popolazione e affrontare la grave situazione umanitaria regnante nel territorio. L’esercito israeliano ha annunciato che continuerà a sospendere le operazioni belliche durante le ore diurne per facilitare nuove consegne, in particolare nelle zone più popolate della Striscia. Tuttavia, le operazioni militari sono proseguite anche lunedì, causando la morte di almeno 36 persone, compresi alcuni civili in aree dove erano state promesse interruzioni degli attacchi, riporta Attuale.

L’agenzia israeliana COGAT, responsabile delle attività nei territori palestinesi occupati, ha dichiarato che domenica è stato distribuito un carico di 120 camion, seguito da altri 180 nei giorni successivi. Nonostante ciò, la reazione della popolazione non si è fatta attendere, con decine di palestinesi che hanno attaccato alcuni camion in cerca di cibo, rendendo difficile verificare quante forniture siano arrivate effettivamente a destinazione.

Le consegne effettuate sono state largamente insufficienti rispetto alle necessità della popolazione, che per l’UNRWA richiede tra i 500 e i 600 camion al giorno per soddisfare i bisogni fondamentali. Tom Fletcher, sottosegretario generale dell’ONU per gli Affari umanitari, ha definito tali forniture una “goccia nell’oceano”. Secondo lui, la quantità di aiuti è sicuramente un progresso, ma non rappresenta una soluzione duratura. Ha riaffermato la necessità urgente di un cessate il fuoco permanente, piuttosto che di una mera pausa temporanea nei combattimenti.

L’ONU ha inoltre segnalato che molti dei suoi camion sono costretti a fermarsi per ore ai confini prima di poter passare, danneggiando ulteriormente l’efficacia delle consegne, e ha chiesto che Israele assicuri il transito sicuro nei corridoi umanitari. Recentemente, un primo carico di 25 tonnellate di cibo è stato paracadutato sulla Striscia, ma l’iniziativa è stata giudicata più simbolica che effettiva, vista la sua inefficienza rispetto alle consegne via terra.

Dopo intense pressioni internazionali, Israele ha parzialmente riaperto le consegne, anche se nelle ultime settimane sono morte 147 persone per malnutrizione, inclusi 88 bambini. Tra marzo e maggio, Israele aveva bloccato completamente l’ingresso di cibo e beni essenziali, prima di centralizzare la distribuzione attraverso una nuova organizzazione, la Gaza Humanitarian Foundation (GHF), creando solo quattro punti di accesso e controllando rigorosamente le operazioni.

Questa situazione di crisi ha evidenziato come il conflitto in corso abbia avuto un impatto devastante sulla vita dei civili, con eventi drammatici accaduti durante le distribuzioni di cibo. Dall’inizio di maggio, almeno 766 palestinesi sono stati uccisi durante le operazioni di distribuzione, sottolineando l’urgenza di una soluzione sostenibile e umanitaria per la regione.

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