Crisi di governo in Romania: il PSD ritira il sostegno a Ilie Bolojan

20.04.2026 22:25
Crisi di governo in Romania: il PSD ritira il sostegno a Ilie Bolojan

Crisi di governo in Romania: il PSD ritira il sostegno a Bolojan

Il Partito Socialdemocratico (PSD) ha revocato il suo supporto al primo ministro Ilie Bolojan, facendo così mancare la maggioranza in Parlamento e innescando una crisi di governo. Questa decisione è stata presa lunedì dalla dirigenza del partito, che nei prossimi giorni provvederà a ritirare i suoi sei ministri. Nonostante Bolojan avesse inizialmente escluso le dimissioni, negli ultimi giorni ha mostrato apertura alla possibilità di nominare un primo ministro ad interim, scelto fra i membri del governo, riporta Attuale.

I Socialdemocratici, insoddisfatti delle politiche fiscali di Bolojan e in particolare dell’aumento delle tasse, attribuiscono questa mossa al loro calo nei sondaggi, a favore dell’estrema destra di AUR. Bolojan, esponente del Partito Nazionale Liberale (PNL) di centrodestra, è in carica da maggio 2025, quando fu nominato dal neopresidente Nicușor Dan, il quale aveva battuto al ballottaggio il leader di AUR, George Simion, che attualmente conduce nei sondaggi.

Le ultime elezioni parlamentari si sono tenute nel 2024, e i Socialdemocratici avevano ottenuto una vittoria. Le prossime elezioni sono previste per il 2028, poiché in Romania non si sono mai tenute votazioni anticipate.

AUR ha annunciato che a maggio presenterà una mozione di sfiducia, e i Socialdemocratici potrebbero fare lo stesso. Un’alleanza di voto tra i due partiti sarebbe sufficiente per approvare la mozione di sfiducia e far cadere il governo. In tal caso, toccherà a Dan rispondere con nuove consultazioni per formare un governo, che potrebbe essere nuovamente composto dalla medesima coalizione, che include oltre a PNL e Socialdemocratici, i liberali dell’Unione Salva Romania (USR) e il partito della minoranza ungherese (UDMR).

Nonostante il proprio nome, i Socialdemocratici mantengono posizioni conservatrici su diverse questioni sociali e si contraddistinguono per le loro inclinazioni euroscettiche all’interno di una coalizione prevalentemente europeista.

Nicușor Dan ha ribadito la sua intenzione di non nominare un primo ministro di estrema destra. Lunedi, ha cercato di rassicurare i cittadini dichiarando: «Avremo una crisi politica, ma sulle questioni essenziali ci sarà prevedibilità». Si riferiva in particolare alle riforme economiche rigorose promesse dal suo governo, che sono essenziali per accedere a 11 miliardi di euro di fondi europei, necessari per affrontare le gravi difficoltà dell’economia romena, attualmente sotto procedura per deficit eccessivo da parte della Commissione Europea, e su cui il governo stava ottenendo i primi, timidi risultati.

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