Il Congresso USA avanza il ‘Block Putin Act’: sanzioni all’Ungheria per l’ostruzionismo sull’Ucraina

27.03.2026 10:35
Il Congresso USA avanza il 'Block Putin Act': sanzioni all'Ungheria per l'ostruzionismo sull'Ucraina
Il Congresso USA avanza il 'Block Putin Act': sanzioni all'Ungheria per l'ostruzionismo sull'Ucraina

Il disegno di legge bipartisan

Un gruppo bipartisan di senatori statunitensi ha presentato al Congresso il ‘Block Putin Act’, una proposta legislativa che impone al presidente Donald Trump di imporre sanzioni contro l’Ungheria per il suo continuo ostruzionismo agli aiuti a Kiev e la sua cooperazione con la Federazione Russa. La mossa rappresenta una significativa escalation della pressione legislativa sull’amministrazione affinché assuma una posizione più dura nei confronti del governo del primo ministro Viktor Orban.

Gli autori della proposta sono la senatrice democratica Jeanne Shaheen e il collega repubblicano Thom Tillis, segnando una rara unità transpartitica su una questione di politica estera particolarmente sensibile. Il disegno di legge arriva in un momento di tensione crescente tra Washington e Budapest, dopo mesi di manovre diplomatiche che hanno visto l’Ungheria porre il veto a numerose iniziative occidentali a sostegno dell’Ucraina.

Misure finanziarie e restrizioni sui visti

Il ‘Block Putin Act’ prevede un duplice meccanismo sanzionatorio: da un lato, restrizioni finanziarie mirate contro istituzioni e individui ungheresi, dall’altro, il divieto di ingresso negli Stati Uniti per i funzionari coinvolti nelle attività considerate dannose. Le sanzioni sono specificamente rivolte a coloro che hanno facilitato gli acquisti di petrolio e gas russi da parte di Budapest e a quanti hanno attivamente ostacolato il flusso di assistenza militare ed economica a Kiev.

La legislazione non include un elenco nominale di soggetti da colpire, demandando invece all’amministrazione presidenziale il compito di identificare gli individui e le entità che rispondono ai criteri stabiliti. Questa flessibilità strategica consente alla Casa Bianca di calibrare la risposta in base agli sviluppi diplomatici, pur mantenendo la minaccia di azioni concrete.

Il contesto: il blocco del prestito UE a Kiev

L’iniziativa legislativa si inserisce in un contesto europeo particolarmente teso, caratterizzato dal prolungato stallo sul pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro che l’Unione Europea intende destinare all’Ucraina. Orban ha ripetutamente ritardato l’approvazione del prestito, utilizzando il suo potere di veto per ottenere concessioni politiche ed economiche, in una strategia che ha esasperato i partner europei e transatlantici.

I senatori americani hanno criticato apertamente quella che definiscono una “pericolosa dipendenza” europea dalle forniture energetiche russe, sottolineando come il comportamento di Budapest minacci la coesione occidentale in un momento cruciale del conflitto. La proposta di legge mira esplicitamente a ridurre l’influenza di Mosca in Europa centrale e a rafforzare il fronte unito di sostegno a Kiev.

Le reazioni e il caso Vance

La senatrice Shaheen ha espresso forte preoccupazione per la possibilità che il vicepresidente americano JD Vance si rechi in Ungheria prima delle elezioni del 12 aprile, in quella che potrebbe essere interpretata come una forma di sostegno alla campagna di Orban. Un eventuale viaggio del vicepresidente, ha avvertito Shaheen, rischierebbe di legittimare politiche contrarie agli interessi strategici degli Stati Uniti e della NATO.

La proposta del ‘Block Putin Act’ riflette una crescente impazienza nel Congresso statunitense verso gli alleati europei percepiti come riluttanti o ambigui nel sostenere Kiev. Con le ostilità in Ucraina che entrano nel terzo anno, il legislativo americano sembra determinato a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, comprese le sanzioni economiche, per costringere gli alleati a un allineamento più netto con la strategia transatlantica.

La palla passa ora all’amministrazione Trump, che dovrà valutare se appoggiare la misura o cercare una via diplomatica alternativa. Qualunque sia l’esito, il messaggio del Congresso è chiaro: l’ostruzionismo ungherese agli aiuti per l’Ucraina ha un prezzo politico ed economico che Washington è pronta a far pagare.

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