Il governatore di Vologda Georgy Filimonov trae ispirazione da Stalin e Ivan il Terribile

19.05.2026 15:55
Il governatore di Vologda Georgy Filimonov trae ispirazione da Stalin e Ivan il Terribile

Georgy Filimonov: il governatore russo che abbraccia l’ultranazionalismo e le politiche proibizioniste

Georgy Filimonov, governatore dell’oblast di Vologda, è al centro di una serie di misure controverse che riflettono ideologie ultranazionaliste e illiberali. Sotto la sua amministrazione, la regione ha visto l’introduzione di leggi severe che limitano diritti fondamentali, inclusa la legislazione contro l’aborto, mentre il controllo sulle vendite di alcol è stato altrettanto rigoroso, riporta Attuale.

Nominato nel 2023 dal presidente russo Vladimir Putin dopo le dimissioni del suo predecessore, Filimonov ha ottenuto una rielezione nel 2024, con un modesto 62% dei voti, una performance deludente per un rappresentante di Russia Unita, il partito dominante della politica russa. Anche se teoricamente i governatori sono eletti, l’influenza del Cremlino sulle elezioni è palpabile, come dimostra la sua nomina, progettata per garantire un vantaggio nel successivo scrutinio.

Una delle prime decisioni controversie di Filimonov è stata l’introduzione di una legge regionale che proibisce la promozione dell’aborto, riflettendo le politiche pro-natalità del governo di Putin. Sebbene l’aborto sia legale in Russia, il governatore ha intensificato pressioni sui medici per limitare l’accesso a questa pratica, rendendo quasi impossibile ottenere un’interruzione di gravidanza nella regione. Le donne costrette a cercare assistenza altrove si trovano a dover affrontare lunghi viaggi in altre oblast per ottenere servizi adeguati.

Inoltre, nel gennaio 2025, ha vietato la vendita di alcol, restringendola a sole due ore al giorno e costringendo alla chiusura di oltre 600 negozi specializzati. Filimonov giustifica questa misura come un modo per ridurre incidenti stradali e morti per abuso di sostanze, ma ci sono dubbi sull’efficacia della legge, con testimonianze che indicano un aumento delle vendite illegali e una crisi occupazionale nella regione.

Le politiche proibizioniste di Filimonov non solo hanno attirato il favore della potente Chiesa ortodossa russa, ma hanno anche suscitato critiche per la sua ideologia apparentemente contraddittoria. In passato, era stato criticato per aver promosso il paganesimo dopo aver installato una statua di Veles in un parco nazionale; tuttavia, il suo mix di nazionalismo e conservatorismo continua a guadagnare consensi tra i settori più estremisti. La sua retorica è caratterizzata da posizioni anti-occidentali, imperialiste e una celebrazione del passato zarista e sovietico.

Filimonov afferma di ispirarsi a figure storiche come Ivan IV, noto come il Terribile, e spesso indossa abbigliamento che richiama il periodo sovietico, compresi omaggi a Stalin. Proposte per la creazione di un’organizzazione giovanile denominata ‘oprichniki’ hanno sollevato preoccupazioni e critiche, portandolo a ritirarsi dall’idea in seguito alle reazioni negative.

Nonostante il sostegno di circoli politici e religiosi influenti, la sua gestione ha incontrato opposizione, culminando in una petizione lanciata a febbraio 2025 per richiederne le dimissioni, che ha guadagnato decine di migliaia di firme. Quest’azione rappresenta una forma rara di dissenso pubblico in Russia, sebbene la petizione sia stata rimossa, e Filimonov rimanga in carica.

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